17 giugno 2018
Aggiornato 23:30
Cronaca | Scuola

Biella al linguistico l'alternanza scuola lavoro si fa all'estero

8 studenti del Liceo Sella sono appena tornati dalle loro esperienze lavorative in Germania ospitati dalle famiglie. Ora tocca ai loro colleghi tedeschi fare esperienza nel nostro paese in particolare da Bonprix e Reda

Biella al linguistico l'alternanza scuola lavoro si fa all'estero (© liceo «G. e Q. Sella»)

BIELLA - «Sono molto orgogliosa di questa evoluzione dello scambio Biella Pirmasens che ha permesso di offrire ai nostri allievi al liceo la possibilità di effettuare un'esperienza di alternanza scuola lavoro all'estero a costo zero». Ecco il primo commento a caldo della Preside Dolores Ragone del liceo «G. e Q. Sella» al ritorno di 8 studenti del linguistico che, con il supporto delle insegnanti Vera Sforzi, Cristina Marchetti e Monica Urbini, sono stati i protagonisti di un progetto, abbozzato già l'anno scorso anche con il prof. Andrea Boario: hanno trascorso due settimane in Germania lavorando in ditte locali e ospitate in famiglia. Sono tornate sabato con sette loro partners tedeschi che svolgeranno un paio di settimane di stage nelle aziende Bonprix e Successori Reda.

Lo scambio
Costo zero perché appunto vitto e alloggio erano a cura della famiglia ospitante secondo la modalità tipica dello scambio che da vent'anni il liceo di Biella organizza con il liceo «Hugo Ball» e le spese di trasporto sono state coperte dai fondi previsti per legge per l'alternanza scuola lavoro. Il progetto, come ha sottolineato la prof.ssa Marchetti ha più obiettivi: sviluppare le competenze di cittadinanza e di autonomia degli allievi, le loro abilità linguistiche e servire a livello di orientamento post-diploma grazie all'avvicinamento concreto al mondo del lavoro. Gli allievi biellesi appena tornati dalla Germania sono studenti delle quarte dell'indirizzo linguistico: Matilde Chiaverina, Carola Santella, Cristina Librasi, Sofia Neggia, Jasmine Mendez, Alessio Maffiotti, Alessandro Aglialoro e Isabella Salino. Alcuni erano alla prima esperienza all'estero, altri hanno già ricevuto proposte per tornare in estate come baby sitter; altri ancora stanno progettando giorni di vacanza con qualcuno dei tedeschi conosciuti là o iniziano a valutare di andare a studiare o lavorare in Germania.

Le esperienze
Le prime 5 hanno incontrato i giornalisti e raccontato entusiaste la loro esperienza con una serie di elementi in comune come la gentilezza e la disponibilità riscontrate proprio tra i tedeschi che secondo un nostro clichè sono invece freddi e duri. Tutte dicono che si sono sentite «come a casa». La Prof.ssa Vera Sforzi è oltremodo contenta del Progetto di cui è responsabile, del comportamento degli alunni e orgogliosa dei complimenti ricevuti dai docenti colleghi di Pirmasens e dai giornali tedeschi locali che hanno dato grande risalto all’iniziativa. Matilde è stata alla Hochschule: una settimana seguendo le lezioni dei corsi di specializzazione tecnica per studenti dei professionali e una cimentandosi nella stampa di borse, tazze o anche nella produzione di palline di gomma. Cristina ha lavorato in una ditta che si chiama Psb e che crea sistemi per la distribuzione di merci. Lei era alla sua prima esperienza da sola all'estero ed è entusiasta: in due settimane ha avuto la possibilità di intravvedere il suo futuro in due diversi settori: in agosto tornerà per lavorare in un maneggio (fa equitazione a livello agonistico) e l'azienda dove faceva lavori di segreteria le ha proposto di studiare un triennio all’ università come ingegnere e intanto di lavorare con loro. Sofia ha lavorato alla Peter Kaiser un'industria calzaturiera locale era l'attività principale del distretto come per noi il tessile) e ha ideato addirittura una sua collezione di 20 scarpe sul tema dell'India. Jasmine invece era alla Terex Cranes, una grande azienda americana con filiali in varie parti del mondo e ha curato la traduzione in italiano e in spagnolo del sito internet dell'azienda produttrice di gru. Ha provato anche, con le dovute misure di sicurezza, l'ebbrezza di guidarne una. Carola era alla Jacob Kech e ha lavorato sia in ufficio che nella stampa di etichette per colle e vernici da mandare all'estero. Nella seconda settimana è stata anche in laboratorio verificando l'efficacia di colle e creando una vernice partendo da uno specifico colore.

Un'esperienza ancora in corso
Tutte e cinque le ragazze sottolineano anche che l'esperienza vissuta non è fine a se stessa, ma è ancora in corso ed è particolarmente intensa perché grazie a questi scambi per un mese circa parlano tedesco con dei madrelingua visto che adesso per quindici giorni ospitano nelle loro case rispettivamente proprio i compagni di Pirmasens da cui sono state ospiti e che studiano Italiano. Quel che conta quindi è il contesto quotidiano culturale che fa incontrare mentalità differenti e quello linguistico per cui si apprendono modi di dire e anche espressioni dialettali.