Economia | Economia circolare

Polo Tecnologico, a luglio apre il nuovo impianto con 70 addetti

Separerà la plastica per il riciclo con lettori ottici high-tech. Già 30 le assunzioni, le altre arriveranno in autunno. Da A2A Ambiente un investimento da 13 milioni per trattare 45 mila tonnellate di rifiuti l’anno

Polo Tecnologico, a luglio apre il nuovo impianto con 70 addetti
Polo Tecnologico, a luglio apre il nuovo impianto con 70 addetti (DidiPho - shutterstock.com)

CAVAGLIÀ – L’Unione Europea ci chiede di implementare l’economia circolare, e in circolazione ci sono già delle direttive. In questo caso, però, potrebbe trattarsi di un onere produttivo tanto per l’ambiente quanto per l’occupazione. Gli esperti parlano di migliaia di posti di lavoro in potenza, rimanendo nella sfera della realtà effettiva, è sicuro che nel Biellese ne sta portando 70. Non saranno tantissimi, ma ci sono, e fanno capo al nuovo impianto per il riciclo della plastica in apertura al Polo tecnologico di Cavaglià.

70 addetti per lo smistamento della plastica
Il CSS – Centro di Selezione Secondaria – che fa capo ad A2A Ambiente, avvierà le macchine a luglio con l’ingresso su di un primo turno di lavoro di 30 addetti già selezionati ma «quando l’impianto entrerà a regime pieno, presumibilmente entro l’autunno, si passerà a lavorare su tre turni, un’operazione che richiederà l’assunzione di altre 40 persone circa» confermano i vertici aziendali. Ma cosa faranno esattamente gli addetti del Centro? Nessun lavoro particolarmente impattante, si occuperanno dello smistamento della plastica in arrivo al CSS con l’ausilio di macchine a lettura ottica in grado di selezionare il materiale in base a colori e polimeri diversi. Perché la plastica, come spiega il consorzio nazionale COREPLA, «è una realtà plurale, per questo motivo è più corretto parlare di «materie plastiche», ossia di una grande varietà di polimeri, ognuno con proprie caratteristiche, proprietà e campi di applicazione».

Secondo Centro in Piemonte, investimento da 13milioni di euro
Ne segue che per mettere in atto il principio di economia circolare, ovvero chiudere il cerchio composto da «prodotto – rifiuto - ritorno alla materia prima» servono luoghi e tecnologie deputate: «La raccolta della plastica parte dai sacchetti delle differenziata in cui tutti noi la riponiamo più o meno correttamente e segue nei centri comprensoriali dove viene effettuata la prima cernita manuale, qui la plastica viene ripulita e pressata in balle – spiegano da A2A Ambiente – nel caso del Biellese il centro si trova a Gaglianico e da lì la plastica si sposterà a Cavaglià dove stiamo per aprire il secondo CSS del Piemonte, per ora se ne trova uno solo nei pressi di Torino, un Centro di Selezione Secondaria di alto profilo per il quale abbiamo investito 13 milioni di euro».

La nuova vita dei riciclati
L’impianto di Cavaglià per entrare a pieno regime, ovviamente non si occuperà solo della selezione dei rifiuti biellesi, ma lavorerà sui materiali in arrivo da un accordo siglato proprio con COREPLA, il Consorzio Nazionale per la Raccolta il Riciclo e il Recupero degli Imballaggi in Plastica. Quando si parla di pieno regime, si parla di 150 tonnellate di materiali lavorati al giorno, che per i previsti 305 giorni lavorativi l’anno, fanno 45mila tonnellate annuali. Le materie platiche recuperate verranno inviate ad aziende di produzione che le utilizzeranno nuovamente nel ciclo di produzione. Due esempi, tra quelli più noti: il PET – Polietilentereftalato - tornerà a far bottiglie oppure si tramuterà in caldi pile, il PE – Polietilene - il più comune tra i polimeri plastici ritroverà utilizzo nella produzione di sacchetti, boccette e molti altri oggetti d’uso quotidiano.

Gli sprechi e il ruolo dell’economia circolare
Tornando un attimo al concetto iniziale, il ruolo dell’economia circolare è quello di ridurre al minimo il conferimento di rifiuti in discarica. Quindi meno sprechi e meno impatto sull’ambiente: «Si applica al riciclo del vetro, della carta, della plastica ed anche di una parte della frazione organica» puntualizzano da A2A Ambiente, azienda che gestisce anche due discariche sul territorio cavagliese e fa capo alla più grande multiutility italiana, ai vertici nei settori energia, ambiente, calore, reti e smart-city. Ma è proprio la plastica il nodo cruciale, ovvero il materiale con cui si incontrano più ostacoli, proprio per via della varietà di componenti, e nonostante i progressi effettuati anche in campo tecnologico gli scarti a valle restano ancora ingenti: «Pensiamo alle 45mila tonnellate annue di prossimo arrivo nel nostro Centro di Cavaglià – prosegue l’azienda – di queste 20mila finiranno comunque nelle plastiche miste, ovvero negli scarti»