16 ottobre 2019
Aggiornato 09:30
Crisi Ascom

Ascom: i consiglieri dimissionari diffidano Novaretti

In merito alla convoca dell'Assemblea convocata per il 25 Giugno inviata a firma del Presidente decaduto i membri dimissionari del consiglio hanno inviato formale diffida

BIELLA – Riceviamo e pubblichiamo: «In merito alla convoca dell'Assemblea prevista per il 25 giugno inviata a firma del Presidente decaduto alla non totalità degli iscritti Ascom e nella quale, all'ordine del giorno ed in piena violazione di quanto previsto dallo Statuto, non viene fatto riferimento alcuno all'elezione del nuovo Presidente, i consiglieri dimissionari preso atto della condotta irresponsabile e delle dichiarazioni fino ad ora rese dal Prof. Novaretti che dimostrano la mancata volonta' di rispettare quanto previsto dalle norme statutarie e all' unico scopo di mantenere, ad ogni costo, la propria carica, hanno inviato formale diffida rendendo partecipi sia la Direzione Nazionale, nella persona del Presidente Sangalli, che la Procura della Repubblica sollecitando un intervento risolutivo e che alleghiamo integralmente alla presente».

Il consiglio da rinnovare completamente
Ecco quanto si legge nel documento di diffida: Come è noto infatti l'art. 24, comma 4 dello Statuto, prevede che «In caso di dimissioni, in corso di esercizio, della maggioranza dei suoi componenti eletti, l'interno consiglio decade e l'assemblea, da tenersi entro i successivi 90 giorni, è convocata senza indugio dal presidente, per il rinnovo di tutte le cariche associative»; orbene alla luce delle intervenute dimissioni di 9 consiglieri su 13, ai sensi dello statuto gli organi associativi, essendo automaticamente decaduti devono essere totalmente rinnovati.

Le irregolarità
E nel documento i consiglieri proseguono: «In spregio alle disposizioni statutarie, tuttavia, il prof. Novaretti, ancorchè convocare senza indugio l'assemblea generale ponendo all'ordine del giorno il rinnovo di tutte le cariche sociali, ha in un primo momento negato l'evidenza dei fatti diffondendo dichiarazioni agli organi di stampa in cui veniva riferito un errato numero dei consiglieri dimissionari, per poi diramare una convocazione di assemblea (fissata per il 25 giugno, ma inviata il giorno 15) predisposta senza rispetto dei termini statutari di comparizione (15 giorni prima, art. 23 comma 4) ed inoltre senza inserire all'ordine del giorno tutto quanto necessario, posto che non sono stati indicati tra le cariche sociali da rinnovare, anche il presidente e l'intero consiglio direttivo».