15 dicembre 2018
Aggiornato 15:07

Suoni in Movimento, a Magnano i giovani talenti della Fondazione Crt

Partirà da Villa Flecchia il percorso giovani che coinvolgerà i borsisti del bando master per le nuove promesse musicali
Suoni in Movimento, a Magnano i giovani talenti della Fondazione Crt
Suoni in Movimento, a Magnano i giovani talenti della Fondazione Crt (Suoni in Movimento)

BIELLA - Parte da Villa Flecchia di Magnano il Percorso Giovani, significativa ideazione che persegue l’obiettivo di promuovere giovani interpreti all’interno del circuito concertistico italiano attreverso l’introduzione di quattro concerti di vincitori della borsa di studio Master dei Talenti Musicali 2016 e 2017 della Fondazione Crt. Il primo giovane talento sarà la violinista novarese Beatrice Spina. Il Percorso Giovani prosegue poi intrecciandosi con gli altri percorsi oppure come evento indipendente e prevede la partecipazione di Arianna Rossi borsista CRT dal 2012 al 2016, Arianna Luzzani borsista dal 2016 e Ferdinando Trematore vincitore della categoria B Violino edizione 2017.

L'evento
Domenica 8 luglio a Villa Flecchia dalle 16 si terrà la visita guidata e, a seguire il concerto della violinista Beatrice Spina con Matteo Spina al pianoforte. Beatrice Spina propone un ambizioso programma che si può collocare anche nella veste di continuità del Percorso Figurativo in quanto riflette in particolare nelle Sonate di Grieg e di Elgar la correlazione tra la musica e i colori di un acquarellista; Grieg fu capace di fissare sulla partitura, con pochi tratti musicali essenziali (viene in mente un quadro di Picasso, la Colomba Blu del 1961, che comunica con pochi segni la felicità della pace), il colore di un paesaggio, lo stato d'animo di un personaggio, mentre Elgar si servì della musica come il pittore con i colori della tavolozza cioè un mezzo per esprimere le emozioni. Quale sede migliore dunque per immergersi nei suoni riflessi fra note e immagini, se non Villa Flecchia custode di una prestigiosissima collezione d’arte di oltre 60 dipinti che raccontano l’evolversi della cultura figurativa italiana e piemontese tra ‘800 e ‘900, epoca anche di composizione delle due sonate nordiche.

La violinista
Beatrice Spina, nata a Novara nel 2000, talento precocissimo di una famiglia di musicisti, ha conseguito il diploma di violino, a soli sedici anni, con il massimo dei voti e la lode presso l’I.S.S.M. Conservatorio «Guido Cantelli» di Novara, sotto la guida di Leonardo Boero. Ha frequentato per un triennio i corsi di perfezionamento dell’Accademia di Pinerolo tenuti da Dora Schwarzberg e ha preso parte a numerose e prestigiose masterclasses sia in Italia che all’estero, tenute da Shirly Laub, Enrico Bronzi, Ermir Abeshi, Simone Bernardini e Alan Brind. Attualmente frequenta il biennio accademico presso il Conservatorio «G. Cantelli» di Novara ed è stata ammessa al Master di II livello tenuto da Ilya Grubert presso il Conservatorio «C. Pollini» di Padova. Nel 2017 ed è risultata vincitrice di una borsa di studio «Talenti musicali» della Fondazione CRT – Conservatorio «G. Verdi» di Torino e della «De Sono» Associazione per la Musica. Ha ottenuto importanti riconoscimenti in numerosi concorsi nazionali ed internazionali vincendo svariati primi premi. In qualità di rappresentante del Piemonte è stata premiata e ha ottenuto una borsa di studio al Concorso «Giovani talenti per la musica» indetto dal Soroptimist International d’Italia. E’ stata selezionata dal Conservatorio Cantelli di Novara, quale rappresentante della sezione violinistica, per partecipare al XII Premio Nazionale delle Arti 2017 che valorizza l’eccellenza nella formazione musicale. Ha tenuto recitals in duo e in ambito cameristico, esibendosi in varie sale da concerto. Recentemente ha debuttato al Teatro Coccia di Novara come solista con orchestra suonando la Sinfonia spagnola op 21 di Edouard Lalo accompagnata dall’orchestra degli studenti del Conservatorio di Novara diretta da Nicola Paszkowski.

Il pianista
Benedetto Matteo Spina si é diplomato con il massimo dei voti e la lode presso il Conservatorio di Musica «G. Cantelli» di Novara. Ha completato la sua formazione perfezionandosi con Maestri quali Joaquin Achucarro, Marian Mika,  Lazar Berman e Sergio Fiorentino. Contemporaneamente al suo percorso pianistico, ha intrapreso studi di composizione presso il Conservatorio di Milano con il Maestro Gianni Possio. Ha in seguito pubblicato, per le Edizioni Musicali Sinfonica «Solfeggi», una raccolta di solfeggi parlati e cantati, distribuito da Carisch, nel 1996 e nello stesso anno, per le Edizioni Musicali Nuove Musiche «Frammenti», una collezione di brani originali per pianoforte. Concertista molto attivo é stato invitato a suonare nelle maggiori stagioni concertistiche italiane. Le sue esecuzioni sono state elogiate dalla critica e dal pubblico: il giornale «Eco della Riviera» sottolinea come «…l’impeto dinamico conferisce alle sue interpretazioni un aspetto eroico e scultoreo…» ed ancora il «Corriere di Novara» ne descrive il modo di suonare: «l’esecuzione di Spina é stata eroica, grandiosa e matura, un’interpretazione trascinante e potente…» Ha suonato in qualità di solista con la Camerata Giovanile della Svizzera Italiana  Interprete sensibile e raffinato, é stato membro del Trio Spohr (Pianoforte, Clarinetto e Voce) formazione con la quale ha esplorato il repertorio romantico di musica da camera, proponendo programmi da concerto volti anche alla scoperta di composizioni meno note. E’ stato inoltre, dal 1992 al 1998, direttore artistico della rassegna «Giovani Interpreti» per l’Associazione Culturale Amici della Musica di Ventimiglia. Didatta attento e innovativo si é laureato in occasione del concorso nazionale per titoli ed esami del 1990, nella classe di concorso di Pratica e Lettura Pianistica; dal novembre 2017 é docente di Pratica e lettura pianistica al Conservatorio «G. Ghedini» di Cuneo. Benedetto Matteo Spina é invitato a far parte della giuria di concorsi musicali nazionali ed internazionali.

La sede
Villa Flecchia e e Collezione Enrico donata alla Fondazione nel 2011 da Piero Enrico e dalla moglie Franca Ferrerò, in ricordo dello zio Domenico Davide Flecchia, custodisce una preziosa collezione di opere d'arte. La natura e il paesaggio che la circondano - Villa Flecchia si affaccia sullo spettacolare panorama dell'anfiteatro morenico di Ivrea - riecheggiano anche nei quadri che custodisce: più di 60 dipinti che raccontano l'evolversi della cultura figurativa italiana e piemontese tra Ottocento e Novecento. Fanno parte della Collezione capolavori di due artisti oggi considerati tra i grandi maestri del XIX secolo: Antonio Fontanesi (1818-1882) e Lorenzo Delleani (1840-1908). Tra gli artisti trovano posto anche Andrea Tavernier, Matteo Olivero, Alberto Pasini, Enrico Reycend, Francesco Menzio e Enrico Paolucci. I diversi percorsi artistici di questi pittori trovano a Villa Flecchia un punto di contatto nella comune passione per il paesaggio. I dipinti sembrano quasi gareggiare in bellezza con lo straordinario panorama che si ammira da ogni finestra della Villa, lasciando l’occhio libero di spaziare attraverso le aree pianeggianti, in cui rigogliose zone boscose e campi coltivati lasciano intravedere piccoli centri abitati, per poi perdersi all’orizzonte, interrotto soltanto dai rilievi montuosi della Serra Morenica di Ivrea. Nel 2011 i coniugi Enrico hanno voluto donare la Villa al FAI, con l’intento, come suggeriscono le parole dello stesso Piero Enrico, «di preservare nel tempo ciò che ho collezionato con amore e sacrificio nel corso della mia vita».