16 dicembre 2018
Aggiornato 12:00

Circolare Gabrielli: in arrivo il provvedimento che «Farà pulizia della circolare sulla sicurezza»

L'annuncio è stato dato dal sottosegretario Candiani alla XVIII Conferenza Piccoli Comuni Anci che si svolge in in queste ore a Viverone
Circolare Gabrielli: in arrivo il provvedimento che «Farà pulizia della circolare sulla sicurezza»
Circolare Gabrielli: in arrivo il provvedimento che «Farà pulizia della circolare sulla sicurezza» (Anci)

BIELLA - «Annuncio che nei prossimi giorni uscirà un provvedimento che farà pulizia della circolare Gabrielli su safety e security, che tanti problemi ha creato ai piccoli Comuni» Lo ha detto il senatore Stefano Candiani, sottosegretario al Ministero dell'Interno, rispondendo alle preoccupazioni dei sindaci rilanciate nei giorni scorsi dal presidente di ANCI Piemonte e sindaco di Cossano Canavese, Alberto Avetta «L'ANCI - ricorda Avetta - ha lanciato la campagna #liberiamoisindaci presentando una proposta di legge con l’obiettivo di ridurre la burocrazia e di razionalizzare gli oneri a carico delle amministrazioni locali. Una burocrazia che grava sui Comuni senza alcuna distinzione, su quelli grandi come su quelli più piccoli. Una vera e propria giungla di provvedimenti. Siamo convinti - ha dichiarato Avetta, nel corso del dibattito che si sta svolgendo nella palestra polivalente di Viverone - che non si possano applicare ad un Comune di mille anime gli stessi criteri che valgono per le città di 100 mila abitanti».

Comprensione ed equilibrio
«Proprio come recita il titolo di questo incontro (Small City & Smart Land) la vera sfida dei prossimi anni sarà quella di costruire una relazione intelligente tra aree urbane e ciò che vive intorno. Una relazione che deve essere fondata su due elementi: comprensione ed equilibrio. Per noi questa Conferenza è un’occasione importante per sottolineare il valore delle differenti esperienze di amministrazione locale che sono presenti nel Paese». Più Europa e più innovazione per gli enti locali, un’innovazione che non è solo tecnologica ma anche legislativa. Questa la ricetta per crescere, che per Avetta non può prescindere da una domanda apparentemente semplice: «Abbiamo la volontà, la forza e soprattutto la capacità strategica di consolidare e sviluppare un modello territoriale equilibrato, che riconosca come valore sociale, economico e collettivo la volontà di vivere nelle aree a dispersione demografica?».

Misure di incoraggiamento a restare o tornare
Per il presidente di ANCI Piemonte la legge sui piccoli comuni (158 del 2017) può diventare uno strumento straordinario per riequilibrare il rapporto tra aree urbane e aree rurali, grazie ai principi di adeguatezza e differenziazione. «Di certo – ribadisce Avetta – occorrono misure di incoraggiamento: penso a bandi regionali con criteri di premialità per i piccoli comuni che fanno rete o a progetti specifici per incentivare la residenzialità nelle aree periferiche e per favorire il recupero di terreni incolti e di edifici in stato di abbandono. Inoltre, su temi come la banda ultra larga bisogna accelerare».

I problemi cronici
E poi un cenno ai cronici dei piccoli centri che Anci punta a risolvere. Tra le proposte, «L’affidamento dei servizi di tesoreria agli uffici postali, grazie a una convenzione ANCI-Poste Italiane che garantisca un presidio per cittadini e imprese nei piccoli Comuni e poi il coordinamento dei segretari in disponibilità (già pagati dallo Stato) per dare supporto anche a quei comuni che ne siano sprovvisti; infine l’ipotesi di fornire, come ANCI, consulenza contabile e giuridica ai municipi che ne facciano richiesta». Concetto ribadito dal vicepresidente vicario di ANCI nazionale, Roberto Pella, sindaco di Valdengo: «Sarà solo attraverso politiche fiscali ad hoc e di semplificazione burocratico-organizzativa che i piccoli Comuni potranno esprimere il proprio valore aggiunto e le proprie potenzialità, in grado di contrastare l’esodo verso città sempre più antropizzate e incapaci di far fronte alle richieste di opportunità e qualità di vita espresse dai Cittadini. Ad esempio, rendere facoltativa per i Piccoli Comuni la contabilità economico-patrimoniale e il conto consolidato consentirebbe di liberare energia, anche attraverso il libero utilizzo dell’avanzo di amministrazione, per progetti a sostegno dei servizi ai cittadini e degli investimenti locali, assicurando un supporto stabile ai segnali di ripresa che provengono da molte aree del Paese».

L'unione fa la forza
«Fare sistema tra le aree rurali e urbane risulta complesso soprattutto in territori fortemente disomogenei come il Piemonte», ha ricordato il coordinatore piccoli Comuni di ANCI Piemonte, Gianluca Forno, sindaco di Baldichieri d'Asti. «Nella nostra regione - ha continuato Forno - i piccoli Comuni costituiscono l’89% sul totale del territorio piemontese e, di fronte a tale circostanza, occorre scoraggiare con forza il fenomeno del progressivo spopolamento dai borghi, attraverso politiche che consentano la coesione territoriale, in sinergia tra le aree urbane, rurali e montane». Poi, sul tema dell’Europa, il richiamo a fare squadra «Perché – dice Avetta – siamo in una fase delicata. La concorrenza degli altri Paesi sulle politiche di coesione è agguerrita e le nostre Regioni devono incidere sulla programmazione europea consentendo anche alle piccole comunità di fare rete e partecipare ai bandi, favorendo progetti di sviluppo locale».