10 dicembre 2019
Aggiornato 11:30
Lavori pubblici

ANCI Piemonte dopo i fatti di Genova più controllo per le opere pubbliche

Troppo pochi 10 giorni per il monitoraggio delle infrastrutture. Il presidente Avetta: «Bisogna tornare a pianificare, come facevano le Province»

BIELLA - «Bisogna tornare a fare ciò che le Province hanno sempre fatto ovvero la pianificazione. Occorre pensare, progettare e finanziare opere pubbliche in grado di esprimere un'idea di futuro chiara per il territorio. Dobbiamo sapere ciò che vogliamo: lo sviluppo sociale ed economico delle nostre comunità passa proprio da qui, dalla nostra capacità di tornare ad elaborare strategie e di realizzarle. Negli anni '60 la Provincia di Torino diede un contributo fondamentale, sia in termini di progettazione sia in termini di risorse, alla realizzazione dell'Autostrada Torino-Milano e della tangenziale. Piaccia o meno, è così che si è costruita l'Italia». Lo afferma il presidente di Anci Piemonte, Alberto Avetta, dopo i fatti tragici di Genova che hanno riproposto prepotentemente il tema delle infrastrutture.

Un format uniforme per il monitoraggio
Proprio in queste ore, gli enti locali piemontesi stanno ricevendo la nota del Provveditore Interregionale per le Opere Pubbliche che comunica l’avvio di un'azione di verifica e monitoraggio delle infrastrutture e l’invito a predisporre, entro il 30 agosto, una relazione sugli interventi ritenuti necessari e classificati in ordine di priorità. Anci Piemonte si è attivata per definire un format uniforme per facilitare e sveltire le rilevazioni. «I tempi sono molto stretti - commenta il presidente dell'Anci regionale Alberto Avetta - è giusto monitorare e rilevare le necessità, ma poi bisogna anche manutenere l’esistente e progettare e realizzare le infrastrutture nuove. E per farlo annunci e improvvisazione non servono. Bisogna innanzitutto avere un’idea di futuro. E poi ci vogliono conoscenza del territorio, competenza tecnica, autonomia di programmazione e risorse».