15 giugno 2019
Aggiornato 23:00
Mostre

Arte, a settembre a Biella arriva la mostra in omaggio ai Futuristi

Si intitola «100%Italia» ilprogetto che coinvolgerà la nostra città insieme a Torino e Vercelli in un excursus storico-artistico dai primi del Novecento a oggi

BIELLA - Una mostra dedicata agli artisti degli ultimi cento anni, da inizio Novecento ad oggi. La rassegna si chiama «100%Italia» è realizzata dal Museo Ettore Fico e prevederà tre tappe contemporanee in tre diverse città: Torino, Vercelli e Biella dal 21 settembre. A Biella le sedi saranno Palazzo Gromo Losa, al Piazzo, e del Museo del Territorio. Due spazi prestigiosi e istituzionali: il primo diventato polo aperto all’arte e alla cultura e il secondo, splendido esempio di architettura lombarda rinascimentale, che raccoglie testimonianze dell’intero territorio.

Il progetto
Un progetto che mira ad evidenziare il ruolo fondamentale dell'arte italiana nell'influenzare la creatività europea e mondiale. Scandagliando tra le forti personalità artistiche del secolo breve che in Italia come in nessun altra nazione hanno saputo sviluppare capolavori, scuole e movimenti, manifesti con estrema enfasi e continuità. «100%Italia» accompagna il visitatore anche in un viaggio segnato da tre grandi conflitti che hanno mutato il mondo e la sua percezione. È dunque e soprattutto, un resoconto accurato della creatività e della genialità italiana da sempre cartina al tornasole dello stato dell’arte.

Dal Futurismo all'ideologia
Gli artisti, capisaldi della cultura internazionale verranno esposti, ognuno con una o più opere rappresentative del proprio percorso e del periodo storico. Si parte dal 1915, quando l’Italia entra ufficialmente nel primo grande conflitto mondiale, ed epoca in cui i Futuristi avrebbero voluto idealmente «bruciare musei e biblioteche» così da chiudere con il passato e identificarsi con il presente, per arrivare al 2015, in un tempo in cui l’ideologia ha preso il sopravvento sulla razionalità, attuando le distruzioni simboliche dei Futuristi. Nel 2015 infatti i jihadisti hanno bombardato Ninive e distrutto i reperti archeologici del museo di Mosul. Nello stesso anno è avvenuta la distruzione del sito archeologico di Palmira e l’assassinio di Khaled Asaad, archeologo e studioso da oltre cinquant’anni della città siriana. Mentre nel 2001 erano già stati distrutti i Buddha di Bamiyan dai talebani. La mostra è ideata e coordinata da Andrea Busto che ha collaborato con collezioni e archivi di musei, fondazioni, gallerie pubbliche e private e collezionisti per offrire al pubblico quei capolavori che solitamente vengono conservati dai privati. Ne risulta, oltre che un quadro completo sul piano scientifico, una scelta di opere eccezionali mai esposte.