20 giugno 2019
Aggiornato 03:00
Edilizia scolastica

Scuole, l'appello dei sindaci piemontesi per la messa in sicurezza

Sulle infrastrutture pubbliche interviene Michele Pianetta vicepresidente di Anci Piemonte: «Il Governo sblocchi iter assegnazione risorse»

BIELLA - «Aiutateci a sbloccare le risorse per i cantieri di messa in sicurezza dell'edilizia scolastica». L'appello arriva dal vicepresidente di Anci Piemonte, Michele Pianetta, all'indomani della tragedia di Genova. «Nessuno dimentica ciò che avvenne a Rivoli nel 2008, quando un ragazzo di 17 anni morì schiacciato dal crollo di un tetto. Analoghi episodi, fortunatamente senza vittime, nel 2012 a Rivoli e Cuneo, all'istituto commerciale Grandis. E poi nel 2013 in una scuola materna di Torino e nel 2017 a Nichelino, dove rimase ferita una bambina. Ciò che è avvenuto in Liguria ripropone prepotentemente il tema della sicurezza delle nostre infrastrutture».

I finanziamenti bloccati
Eppure, dalla metà di giugno, è tutto fermo: a maggio era stato pubblicato il bando regionale per la definizione della programmazione triennale degli interventi di messa in sicurezza degli edifici scolastici piemontesi. L'avviso - rivolto ad amministrazioni provinciali, Città Metropolitana, comuni e loro associazioni - prevedeva lo stanziamento di risorse per un valore massimo di 10 milioni di euro a progetto. Obiettivo finanziare interventi di ristrutturazione, miglioramento, messa in sicurezza, adeguamento sismico, ed efficientamento energetico degli immobili scolastici di proprietà pubblica.

I numeri
Solo in Piemonte, le richieste di contributo ammontano a 973 milioni di euro, mentre la programmazione triennale può contare su una dotazione complessiva di circa 250 milioni di euro, finanziata con le risorse nazionali dei cosiddetti Mutui Bei (di cui si attende l’esatto riparto regionale) e di altri fondi statali.  Sono 572 le domande presentate dai Comuni piemontesi per il triennio 2018-2020, nell'ambito del bando interministeriale approvato il 3 gennaio scorso da MEF, MIUR e MIT. Di queste, 446 domande sono state presentate da Comuni, singoli o associati, e 126 dalle amministrazioni provinciali.

Al lavoro per sbloccare le risorse
In questi giorni ANCI, MIUR, Regione e UPI, l'Unione delle Province Italiane, stanno lavorando alla predisposizione di un accordo da portare in Conferenza Unificata, organo al quale partecipano congiuntamente i rappresentanti di Stato, Regioni ed Enti locali. «ANCI - spiega Pianetta - ha chiesto ai ministri dell'Istruzione e degli Affari Regionali di sbloccare l'iter procedurale che impedisce l'assegnazione delle risorse. Il tema è delicato ed attuale: dotare il Paese di scuole moderne e sicure vuol dire scommettere sul futuro del Paese. Facciamo appello al governo affinché si prosegua sulla strada intrapresa». Al momento si sa che le istanze che presentano i requisiti per rientrare nell’annualità 2018, in base ai criteri fissati dal bando regionale, sono 57 (46 presentate da Comuni, 11 da province e città metropolitana). Le altre potranno essere inserite nelle annualità 2019-2020. Tuttavia, per conoscere l’importo reale delle risorse a disposizione del Piemonte e individuare gli interventi effettivamente finanziabili occorre attendere il decreto del ministero dell’Istruzione che assegna alle singole regioni il riparto economico. «Attendiamo la riunione della Conferenza Unificata all'inizio del mese di settembre, confidando nella sensibilità del nuovo esecutivo», conclude Pianetta.