19 novembre 2018
Aggiornato 07:30

Biella, sequestrati dalla Guardia di Finanza 240 mila chili di pellet nocivo

Sono tre gli imprenditori denunciati per frode ed immissione nel mercato di prodotti pericolosi. I prodotti incriminati contenevano formaldeide
Biella, sequestrati dalla Guardia di Finanza 240 mila chili di pellet nocivo
Biella, sequestrati dalla Guardia di Finanza 240 mila chili di pellet nocivo (Guardia di Finanza)

BIELLA - Sono oltre 240 mila i chilogrammi di pellet nocivo sequestrati dalla Guardia di Finanza per un totale di circa 16 mila sacchi da 15 chilogrammi l'uno. Tre titolari di altrettante aziende con sede in Piemonte, Lombardia e Veneto, che operano nel settore sono stati denunciati per frode in commercio e immissione sul mercato di prodotti pericolosi.

I rilievi
I finanzieri, a seguito di prelievi di campioni e ad accertamenti tecnico-qualitativi, hanno proceduto a riscontrare massicce percentuali di collanti e di vernici (formaldeide) contenute in sacchi di pellet messi in vendita da un esercizio commerciale del biellese. La formaldeide, spiegano i militari, è una sostanza nociva per la salute e, secondo l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) vi è sufficiente evidenza che sia cancerogena per l’uomo, in particolare, la prolungata esposizione alla sostanza può causare il neoplasie dell’apparato respiratorio e leucemia. Tale sostanza chimica è largamente utilizzata nel settore del legno da arredo, per cui è incompatibile con la certificazione europea di qualità En-plus specifica per la produzione di pellet, in quanto esclude l’impiego, quali materie prime, di legno da demolizione e di legno trattato chimicamente, prevedendo unicamente l’utilizzo di materia prima vergine e non contaminata. 

Le indagini
La Guardia di Finanza ha effettuato un primo sequestro di pellet presso il rivenditore biellese e, a seguito di approfondimenti sulla provenienza di tale merce, hanno individuato i fornitori e gli importatori delle confezioni riportanti alcuni dei più prestigiosi marchi, presso i quali hanno operato ulteriori sequestri. Il sistema illecito individuato, è risultato essere anche molto pericoloso per la salute pubblica e per l’inquinamento ambientale. Inoltre, i produttori di pellet composto con materiale di scarto, potevano contare su costi di fabbricazione nettamente inferiori, e, pertanto, ponevano in essere una concorrenza sleale nei confronti degli operatori onesti che rispettano le normative vigenti.