21 settembre 2018
Aggiornato 06:30

Bruciò bandiera Lega, assolto in Cassazione

Dopo una prima condanna a 200 euro di multa, viene assolto in Cassazione per un problema giuridico
Bandiera della Lega bruciata
Bandiera della Lega bruciata (ANSA)

TORINO - Brucia una bandiera della Lega Nord e, dopo una prima condanna a 200 euro di multa, viene assolto in Cassazione per un problema giuridico. Il caso si è snodato negli uffici giudiziari torinesi e ha riguardato C.R., un antagonista oggi di 38 anni, per un episodio che risaliva al 2009. L'imputato era stato chiamato a rispondere di danneggiamento «semplice», ma nel frattempo - dopo un decreto legislativo del 2016 - il reato è stato modificato in modo tale, come hanno fatto osservare gli avvocati difensori Marco Melano e Gianluca Vitale, da non poter essere più applicato alla vicenda in questione.

I FATTI - Il 24 ottobre del 2009, in piazza Castello, ci fu un parapiglia tra antifascisti e militanti della Lega Nord che avevano allestito un banchetto. C.R. venne identificato (nonostante la sua professione di innocenza) come l'uomo che diede alle fiamme la bandiera, mentre altri compagni furono processati e condannati per ipotesi di resistenza e lesioni nei confronti di appartenenti alle forze dell'ordine.