13 novembre 2018
Aggiornato 03:00

Delmastro: «Ho portato in Parlamento il problema delle infrastrutture di Biella»

Il Deputato di Fratelli d'Italia raccoglie l'appello del presidente dell'Unione industriale biellese, Carlo Piacenza, e racconta al Diario di Biella i prossimi passi in programma

Andrea Delmastro, deputato di Fratelli d'Italia, il presidente dell'Unione industriale biellese, Carlo Piacenza, ha riportato d'attualità un problema annoso: quello della mancanza di infrastrutture e di collegamenti di trasporto per Biella. Cosa pensa del suo sfogo?
Conosco bene Piacenza, la sua intelligenza e la sua straordinaria modernità: per questo si rende conto che le infrastrutture sono fondamentali. Proprio la scorsa settimana il gruppo di Fdi mi ha consentito di porre una domanda, in sede di question time, al sottosegretario proprio sull'iter di finanziamento del contratto di programma che prevede l'elettrificazione della Biella-Santhià. Il sottosegretario ha testualmente risposto che in giornata avrebbe interessato le commissioni competenti affinché l'iter prosegua, e questo è avvenuto. Sarà un caso, o forse un esempio di come le sollecitazioni dell'opposizione possono risolvere dei problemi. Si tratta di un progetto immediatamente cantierabile, che quindi può partire senza gli slittamenti del piano di Ferrovie dello Stato.

Insomma, i deputati del territorio, e lei in particolare, tengono ben presente questo problema nella loro attività parlamentare.
Assolutamente, ritengo che sia fondamentale per il biellese. Sia per attirare residenzialità, visto che a Biella si possono comprare case in un contesto salubre, gradevole e a prezzi marginali rispetto a Torino o Milano; sia perché ne hanno bisogno coloro che producono ricchezza, siano essi quadri amministrativi, professionisti o imprenditori, che devono potersi spostare velocemente lungo quella direttrice.

Quale potrebbe essere l'impatto economico per la città?
Dico sempre che, quando sarà risolta la crisi economica che attanaglia l'intera Italia, a Biella rimarrà ancora la crisi demografica, uno degli aspetti che pesano sulla situazione negativa del mattone che sembra apparentemente irreversibile. Grazie ai collegamenti veloci si creerebbero le condizioni perché chi è di Biella e lavora altrove possa rimanere in città, o addirittura per farci venire a vivere chi arriva da fuori, garantendo un territorio sicuro, salubre e a misura di famiglia. Questa potrebbe essere una delle chiavi di volta per la ripresa della nostra città.

Da quello che lei dice, sembra che qualcosa si stia muovendo. Dal governo arriva qualche segnale, ancora piccolo, ma che può far ben sperare.
Credo di sì. Dobbiamo fare attenzione, perché siamo di fronte ad un governo declinista, che si contraddistingue per stoppare tutte le grandi opere. Questo, però, nel caso di Biella può costituire un marginale vantaggio, perché l'esecutivo, per non essere rappresentante del nulla, potrebbe invece finanziare proprio le opere che ci servono. Questo fa ben sperare.

Lei ha iniziato da poco più di cento giorni la sua prima esperienza da deputato. Qual è il suo primo bilancio?
Sono stati cento giorni interessanti, anche perché abbiamo assistito a un fatto completamente nuovo: un'alleanza tra Lega e M5s, che non si capisce se sarà organica. Con un presidente della Repubblica che evidentemente, non su pressione ma su sollecitazione delle cancellerie internazionali, è incredibilmente intervenuto a gamba tesa sulla nomina di un ministro. Il governo, finalmente, è partito, ma dal punto di vista politico non lascia ben sperare: mentre siamo contenti che Salvini abbia dato una brusca sterzata sui temi dell'immigrazione e della sicurezza, pare aver appaltato completamente ai Cinque stelle l'aspetto economico. Questo non fa ben sperare, visto che finora hanno prodotto solo un Decreto dignità che non può certamente rilanciare lo sviluppo. È un'alleanza spuria e strana.