18 giugno 2019
Aggiornato 14:30
Tennis

Thindown Challenger, ai quarti Carballes Baena, Arguello, Delbonis e Lorenzi

Sei degli otto finalisti sono argentini. I derby azzurri appannaggio di Stefano Napolitano e Stefano Travaglia

BIELLA - Italia contro Argentina. Sei degli otto giocatori approdati ai quarti di finale del Thindown Challenger, torneo internazionale Atp Tour con montepremi di 43mila euro in corso sui campi dei Faggi di Biella, arrivano infatti da questi due Paesi. Nella parte alta ci sono così i tre azzurri: l’idolo di casa Napolitano, Lorenzi e Travaglia, con l’intrusione dello spagnolo Roberto Carballes Baena; nella parte bassa il Sud America la fa da padrone incontrastato con gli argentini Trungelliti, Arguello e Delbonis e il brasiliano Monteiro.

La sfida di casa
La sfida più attesa dal pubblico locale era ovviamente quella tra «l’enfant du pays» Stefano Napolitano e il Next Gen Enrico Dalla Valle, wild card della Fit e numero 692 Atp. Ad imporsi in un’ora e 10 minuti è stato Napolitano: 6-2, 6-2 lo score. «Ho affrontato un avversario difficile: serve bene e ha dei colpi da fondocampo molto pesanti - dice a fine match il talento biellese, numero 250 Atp -. Per me era importante partire subito avanti. Ho ancora avuto qualche alto e basso di troppo, però ho sempre cercato di restare attaccato a ogni punto, facendo le mie cose e mi sono accorto che lui faceva un po’ più fatica». Oggi sul campo centrale affronterà la tds numero 1 Carballes Baena (a segno per 6-4, 6-2 sul cileno Marcelo Barrios Vera), con il quale ha perso l’anno scorso, proprio su questi campi e nel 2015 a Mestre.

Pochi sbagli per Paolo Lorenzi
Secondo pronostico la vittoria di Paolo Lorenzi (terzo favorito della vigilia e 114 Atp), bravo a superare per 6-2, 6-1 lo spagnolo Ricardo Ojeda Lara. «I primi game sono stati abbastanza lottati, ma alla fine riuscivo sempre a portarmi a casa i game - racconta il trentaseienne che in stagione ha già vinto due Challenger -. Ho sbagliato poco e soprattutto sono riuscito a giocare al meglio i punti importanti».

Il derby italiano
Oggi nei quarti se la dovrà vedere con Stefano Travaglia: nei derby azzurri giocati in precedenza ai Faggi il toscano è sotto 2-1: perse nel 2006 all’esordio con Filippo Volandri e nei quarti del 2010 (6-3 al terzo da Simone Bolelli); mentre due anni fa (da 48 Atp) si prese la rivincita su Filo, imponendosi sul livornese con il punteggio di 6-0. 3-6, 6-1. «Oltre ai quarti non sono mai andato: è ora di sfatare questo tabù». A distanza di un anno Travaglia torna nei quarti di finale del Thindown Challenger. Dodici mesi fa il ventiseienne marchigiano venne stoppato da Andrea Arnaboldi e venerdì avrà un nuovo ostacolo. «Io e Paolo ci conosciamo da tempo - dice - Ci siamo affrontati svariate volte in serie A, mentre nel circuito ricordo solo il match sul veloce indoor di Andria (vinto da Travaglia per 7-5, 6-3, ndr). Mi aspetto di giocare il mio tennis e di sfruttare le qualità migliori che ho a disposizione. Poi possono subentrare fattori quali la tensione, le condizioni del campo, ma questo è uno sport in cui bisogna adattarsi. In ogni caso sto giocando un buon tennis e spero di fare bene. Sono da solo ai Faggi, ma spero di fare meglio rispetto all’anno scorso». La tds numero 6 (147 Atp) ha sfruttato il ritiro di Matteo Donati, non al top della forma. «Non è mai bello avanzare in tabellone così - conclude Travaglia -. Non sapevo che non fosse al top, per questo sono partito mettendocela tutta. Ero in vantaggio per 3-0 nei precedenti, l’ultimo giocato poche settimane fa nelle quali degli Us Open e ci conosciamo molto bene. Mi dispiace che si sia dovuto ritirare: ci sono passato anch’io e so che non è bello, soprattutto per il morale. Spero possa riprendersi al più presto».

Donati costretto al ritiro
Da un paio di giorni l’alessandrino accusava dei problemi intestinali ed è entrato in campo non in perfette condizioni. Così ha lasciato il primo set a Stefano Travaglia, a segno per 6-1 e nel secondo, pur trovandosi in vantaggio, è stato costretto ad alzare bandiera bianca. «E’ brutto ritirarsi, ma non avevo più energie - racconta subito dopo il match il numero 180 del ranking mondiale -. Ho cercato di stringere i denti e sono sceso in campo malgrado non fossi al massimo, ma dopo il primo set anche la schiena è tornata un po’ a farmi male e non era il caso di proseguire». Niente da fare anche per Salvatore Caruso. Il siciliano, finalista un anno fa, è stato sconfitto dall’argentino Federico Delbonis (2 del seeding e vicino ai top 100) per 6-3, 7-5. Esce pure Filippo Baldi, ko in due set con un altro argentino, Facundo Arguello: 6-4, 6-2 lo score. Venerdì i quarti di finale inizieranno alle 11. Sul campo centrale spazio al derby argentino tra Arguello-Delbonis, a cui seguirà il match azzurro tra Paolo Lorenzi e Stefano Travaglia. Fisso alle 16 l'incontro di Napolitano, opposto a Carballes Baena.