22 settembre 2019
Aggiornato 11:00
Economia

Camera di Commercio, presentati i dati per l'economia biellese 2017

A Palazzo Gromo Losa, focus sula transizione del territorio, sull'orientamento dei giovani e sull'attrazione dei talenti
Camera di Commercio, presentati oggi i dati per l'economia biellese 2017
Camera di Commercio, presentati oggi i dati per l'economia biellese 2017 Shutterstock

BIELLA - Si è tenuto questa mattina a Palazzo Gromo Losa il consueto evento, organizzato dalla Camera di Commercio di Biella e Vercelli in collaborazione con l'Unione Industriale Biellese, di presentazione dei principali dati socio-economici del Biellese, tratti dall’aggiornamento riferito al 2017 della pubblicazione Economia Biellese. Anche quest’anno sono stati previsti due momenti distinti per la presentazione dei dati raccolti nel compendio Economia Biellese 2017: a fine luglio sono stati diffusi solo i principali dati della nuova edizione dell’annuario, mentre oggi è stato presentato il volume completo, insieme ad un aggiornamento dei vari indicatori al 1° semestre 2018. Alla presentazione dello stato di salute dell’economia del territorio biellese tramite l’analisi dei dati, sono stati affiancati approfondimenti sulla riorganizzazione del sistema camerale e sulla sfida rappresentata dalla transizione del territorio da distretto unicamente tessile ad ecosistema in cui emergono altri settori.

La nascita di un nuovo ente camerale
A procedere all’apertura dei lavori della giornata, dopo il saluto del Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, Franco Ferraris, e l’intervento del Direttore dell’Unione Industriale Biellese, Pier Francesco Corcione, è stato il Presidente della Camera di Commercio di Biella e Vercelli, Alessandro Ciccioni. «La riorganizzazione del sistema camerale, che prevede un nuovo assetto territoriale delle Camere di Commercio, con l’accorpamento delle C.C.I.A.A. di Biella e Vercelli, Novara e Verbano Cusio Ossola, porterà, a breve, alla nascita di un nuovo Ente, che diventerà il secondo ente camerale regionale, dopo quello di Torino, per numero di imprese, creando un nuovo equilibrio a livello piemontese – ha dichiarato il Presidente della C.C.I.A.A. Alessandro Ciccioni – Il processo di riforma è stato visto dalla nostra Camera di Commercio come un’opportunità che consentirà di far sinergia per proseguire nell’attività di supporto alle imprese, sia in termini di sfruttamento integrato delle potenzialità dei diversi territori, sia nella ridefinizione della mission, considerato che la riorganizzazione non riguarda soltanto l’accorpamento, ma anche le funzioni camerali, che si arricchiscono di nuove competenze in tema di digitalizzazione, orientamento e formazione, valorizzazione del turismo e del patrimonio culturale».

Previsioni al ribasso per incertezza politica e tensioni commerciali
A descrivere il quadro socio-economico del 2018, è stata Sarah Bovini, dell'Ufficio Studi e Statistica di Unioncamere Piemonte. «Dopo la performance favorevole del 2017, nel I semestre 2018 la crescita dell’economia italiana è proseguita, sebbene a un ritmo più moderato. Le previsioni relative al Prodotto interno lordo sono state leggermente riviste al ribasso a causa del clima di incertezza politica che pesa sul nostro Paese. Anche le crescenti tensioni commerciali internazionali potrebbero ridurre le possibilità di crescita di un territorio così orientato ai mercati esteri. A livello regionale si aggiunge come fattore di criticità l’andamento, in termini di produzione e di export, del comparto dei mezzi di trasporto. Segnali incoraggianti arrivano, invece, dagli altri settori, in particolar modo dal comparto metalmeccanico e da quello tessile. In netto miglioramento le condizioni del mercato del lavoro, che vedono a fianco di un rilevante aumento dell’occupazione, la diminuzione della disoccupazione e dell’inattività. E’ necessario quindi proseguire sulla strada delle riforme affinché l’attuale processo di crescita diventi effettivamente duraturo» ha spiegato Bovini.

Un tessuto economico in cambiamento
Ospite per l’approfondimento di quest'anno è stato Ermanno Rondi, Presidente Gruppo Tecnico Confindustria, formazione professionale e alternanza scuola lavoro e Vice Presidente dell'Unione Industriale Biellese. «Negli ultimi dieci anni il Biellese ha subito una grande trasformazione, che è ancora in atto. Sta progressivamente cambiando la composizione del tessuto economico locale, in cui l’industria tessile, che resta il cuore del Distretto, lascia però spazio ad altri settori che si stanno sviluppando non solo nella manifattura. Il nostro impegno per incidere positivamente sulla transizione del territorio è grande e stiamo raccogliendo risultati concreti. Abbiamo l’ambizione di far diventare il Biellese un distretto di eccellenza per qualità della vita e dell’assistenza sanitaria. Puntiamo a valorizzare il settore tessile abbigliamento moda investendo molto nella formazione e orientamento dei giovani a livello nazionale e investendo nell’innovazione dei prodotti e processi tessili, grazie alla presenza sul territorio di un Cnr collegato all’innovazione industriale e del Polo di innovazione tessile. Stiamo anche costruendo un welfare di prossimità diffuso e personalizzabile a beneficio di chi lavora o verrà a lavorare nel distretto. In una condizione di progressivo invecchiamento della popolazione, perdere giovani e giovani laureati è una colpa, non un problema» ha spiegato Rondi.

Cavalcare la trasformazione e aprirsi alle contaminazioni
A tirare le conclusioni dell'incontro è stato il Vice Presidente dell'Unione Industriale Biellese con delega a Economia d’impresa, Emanuele Scribanti: «L’impresa resta il cuore pulsante dell’economia biellese, anche se il volto del distretto è in transizione. La qualità rimane il tratto distintivo dei tessuti così come di settori sempre più significativi come l’Ict e le imprese attive nei servizi tecnologici e innovativi, protagonisti della trasformazione digitale delle aziende. I confini si allargano e le prospettive si ampliano, come testimonia l’accorpamento delle Camere di Commercio. In un contesto in cui i cambiamenti in atto avvengono sempre più velocemente, la chiave di volta è riuscire a cavalcare la trasformazione con un atteggiamento di apertura, contaminazione e dialogo. Le imprese, che per definizione cercano di essere anticipatori dei trend in un’ottica strategica di business, sono gli alfieri del cambiamento. Ciò che manca è una prospettiva a lungo termine, fattore che incide negativamente sulla propensione ad investire: infrastrutture adeguate, accesso al credito, politica internazionale a supporto dell’export, politica industriale volta allo sviluppo, stabilità sono i fattori fondamentali che servono alle nostre imprese per svilupparsi».