18 giugno 2019
Aggiornato 15:34
Sport e integrazione

Biella Rugby, grande successo per il progetto dedicato ai profughi

Una bella soddisfazione per gli artefici del progetto di introduzione allo sport conclusosi mercoledì 26 settembre

BIELLA - Si è concluso ieri sera, con una partita opposti alla squadra Cadetta Brc, il primo progetto gialloverde dedicato ai giovani profughi residenti nel Biellese. Un’iniziativa di Biella Rugby, in collaborazione con Cooperativa Tantintenti, Cooperativa Maria Cecilia, il Consorzio Sociale Il Filo da Tessere, per introdurre al rugby un gruppo di giovani profughi residenti nel Biellese, iniziato alla metà di luglio.

Impegno costante da parte di tutti
Soddifatto Alberto Fini, consigliere Brc e allenatore con Stefano Villa per tutta la durata dell’iniziativa: «Il progetto si è concluso, a mio parere, in modo più che soddisfacente. La paura iniziale da parte nostra, come da parte dei più esperti operatori sociali, era quella di partire con nove ragazzi e finire in due o non finire affatto il progetto. La realtà è stata ben diversa, abbiamo iniziato con nove ragazzi e finito con lo stesso numero: tutti quelli che hanno iniziato, hanno portato a termine il percorso. Non potevamo chiedere di più. Abbiamo avuto anche punte di dodici ragazzi. Quindi obiettivo raggiunto».

I ragazzi si alleneranno con la Cadetta
«Speravamo poi di trovare qualche potenziale giocatore e dal punto di vista fisico tutti e nove ragazzi potrebbero giocare con la squadra cadetta - continua Alberto Fini - Tecnicamente sono da forgiare ma questo non rappresenta un grosso problema. Il progetto è da un certo punto di vista terminato, nel senso che il sottoscritto e Stefano Villa passano la palla agli allenatori della C: Ricky Marmiroli e Christian Teagno. Ai nostri ragazzi è stato detto che possono tranquillamente allenarsi con la Cadetta il martedì, mercoledì e venerdì. Quindi in qualche modo, il progetto va avanti, nel tentativo di integrare i ragazzi».

Al lavoro per superare le criticità
«Gli aspetti più difficili a proposito dei quali stiamo discutendo con le associazioni di riferimento sono tanti - spiega ancora Fini - La logistica: i ragazzi sanno come venire ad allenarsi ma non sanno come tornare alla sera. Il meteo: può sembrare banale, ma in questi tre mesi di progetto, il tempo è sempre stato bello e caldo. Dura è venire ad allenarsi con pioggia, gelo, neve e freddo, per gli italiani e per tutti gli altri. La burocrazia: stanno cambiando un po’ di leggi, le Associazioni stanno aspettando di capire e vedere cosa succederà. Brc dovrà valutare con FIR chi potrà essere tesserato e chi no. I materiali: ai ragazzi che decidono di fermarsi daremo ovviamente scarpe e indumenti per allenamenti e partite. Rimane poi l’aspetto sociale, l’inserimento nel lavoro etc, compiti che ovviamente non sono del BRC».

Obiettivi tecnici raggiunti
«In ultimo la partitella di ieri sera: si è deciso di non fare mischie e touche per velocizzare il gioco - spiega soddisfatto l'allenatore - I ragazzi sono stati divisi nelle due squadre e hanno giocato circa quaranta minuti. Dal punto di vista difensivo alcuni di loro sembrava avessero giocato a rugby da anni. Placcaggi bassi e decisi. In attacco, atteggiamenti determinati e assolutamente nessun timore. Non conoscevano le regole in ruck e quindi c’era qualche momento di confusione, ma tutti sono riusciti anche a creare buchi, sono quasi tutti molto veloci ed hanno pure fatto qualche meta. Probabilmente io e Stefano affiancheremo i ragazzi agli allenamenti con la squadra cadetta, almeno per qualche tempo».