16 dicembre 2018
Aggiornato 19:30

Pella: «Sono stufo delle parole, a Biella servono risultati concreti»

Il parlamentare di Forza Italia tuona: «Sui trasporti vogliamo risposte. E dobbiamo essere pronti a manifestare a Roma ai ministeri, o addirittura a dimetterci»

Roberto Pella, deputato di Forza Italia, cosa pensa delle parole pronunciate recentemente dal presidente dell'Unione industriale sull'annoso problema delle ferrovie e delle autostrade?
Ritengo che quello che ha evidenziato il presidente Piacenza sia condivisibile al 100%. Ed è addirittura vergognoso che ci sia una tale disattenzione da parte del governo nazionale e di quelli regionali, il presente e i passati. Credo che questo territorio non possa più accettare di essere considerato di serie C da parte di una regione e di una nazione, visto che dà in termini di Pil e di tasse almeno 15-20 volte in più di quello che riceve. Solidarietà non significa dover essere bistrattati. Purtroppo la classe politica non ha minimamente contribuito, nel corso di questi anni, a imporre il rispetto di questi temi.

In che senso?
Non condivido quello che stanno facendo i miei colleghi. È arrivato il momento di far sentire con forza la nostra voce, ma non con i comunicati stampa, che servono solo a sciacquarci la bocca con gli elettori, ma francamente non portano a nulla. Bisogna essere duri e compatti: marciare su Roma e occupare i ministeri fino a quando non si ottiene una risposta. A differenza di altri, io ho parlato con il presidente di Ferrovie, la prossima settimana avrò un incontro su questi temi con gli esperti di Rfi e sicuramente batterò i pugni, chiedendo un confronto immediato, a Biella o a Roma, per ottenere delle risposte. Se saranno positive, meglio, ma se saranno negative, dovremo tutti insieme andare a manifestare e a scendere in campo. E credo che ognuno di noi debba minacciare le sue dimissioni: bisogna avere il coraggio di rinunciare alle proprie sedie, benché remunerative, nell'interesse del territorio. Non possiamo continuare a far finta di niente e a lamentarci, altrimenti non si va da nessuna parte. Indipendentemente dal fatto che il mio partito sia all'opposizione di questo governo, a me interessa la difesa di questo territorio. Che deve ricevere almeno il minimo rispetto a quello che si è dato.

Questo governo, al di là delle parole, non sta facendo nulla su questo tema?
Sì, io non lo sto vedendo. I miei colleghi di maggioranza devono trattare in maniera forte con i sottosegretari e i ministri interessati e ricevere delle risposte concrete, attraverso degli atti. Delle parole mi sono rotto le scatole: e, se me le sono rotte io, i cittadini biellesi se le sono rotte almeno il doppio. Io, che faccio il sindaco, so benissimo che posso anche promettere senza realizzare niente. Per agire devo produrre dei documenti, che si chiamano delibere, o per il governo decreti o proposte. Voglio vedere qualcosa di oggettivo, oggi non sto vedendo nulla. E sono disgustato di questo disinteresse totale. Non parlo solo del centrosinistra in Regione, o del governo nazionale gialloverde: nel calderone metto dentro tutti. Anche in passato, quando abbiamo governato questa regione, non siamo stati in grado di rispondere alle esigenze. Io non mi sento colpevole perché non ero né consigliere né assessore, ma sicuramente non tiro fuori neanche il centrodestra.

Glielo chiedo non da parlamentare e nemmeno da sindaco, ma da imprenditore: per le aziende biellesi, che danno provoca nel concreto non avere un collegamento con la rete nazionale?
Provoca dei danni molto elevati in termini di costi, quindi di minor utile e minor competitività rispetto ad altre aree del Paese. Ma questo diminuisce anche il valore degli immobili, anche del 200-250%. Nelle periferie brutte di Milano si pagano 4000 euro al metro quadro, mentre a Biella si portano via a 1000-1500 delle case meravigliose in posti stupendi. Questo sta creando una perdita di ricchezza non solo agli imprenditori, ma a tutti i cittadini: il nostro patrimonio immobiliare, sia quello aziendale che quello personale, è svalutato ai minimi termini. Se noi avessimo una metropolitana leggera che collega Biella con Milano, sa quanti amici miei milanesi verrebbero a vivere qui, perché c'è l'aria buona, possono avere il giardino, coltivare l'orto, passeggiare. Ma non vengono, perché in macchina ci vuole un'ora e mezza per arrivare a Milano e in treno c'è il rischio di perdere le coincidenze. Quindi io dico: portiamo a casa dei risultati anche minimi, ma di grande impatto per il territorio. Le faccio un esempio.

Mi dica.
Questo fine settimana sono stato a Valdobbiadene, con cui siamo gemellati. Dovrebbe vedere che infrastrutture hanno, che trasporti celeri. Il Veneto, che una volta aveva una forte emigrazione e una crisi economica non da poco, adesso a livello infrastrutturale si è ripreso: perché hanno una Regione guidata da persone qualificate da diversi anni, che hanno ottenuto dei grandi risultati, e dei parlamentari che sanno fare unione e lavorare nell'interesse del proprio territorio e non della propria appartenenza politica. Se ci impegnassimo tutti insieme su questa linea, probabilmente riusciremmo ad ottenere dei risultati. Quando uno fa il parlamentare, deve rimanere a Roma almeno dal lunedì al giovedì, lavorare nelle commissioni, impegnarsi nei rapporti, andare in giro per i ministeri e portare risultati: non solo stare seduto a votare. Oggi al nostro territorio questo manca molto e ci pone in posizione di debolezza.