17 novembre 2018
Aggiornato 08:23

Petrini: Il tessile è un prodotto di «Terra Madre»

Il distretto biellese, che già di suo in circa tre secoli si è guadagnato fama mondiale per la produzione di filati e tessuti di lana, annuncia la sua candidatura all'Unesco Creative cities
La delegazione Biellese a Pollenzo per la candidatura all'Unesco Creative cities
La delegazione Biellese a Pollenzo per la candidatura all'Unesco Creative cities (Fondazione Cassa di Risparmio di Biella)

BIELLA - Giovedì 11 ottobre l’Università di Pollenzo ha ospitato la presentazione della candidatura della città di Biella al network internazionale UNESCO Creative Cities, nel settore Crafts & Folk Arts, portata avanti dalla Fondazione Cassa di risparmio di Biella, dalla città di Biella e dall’Unione industriale biellese.
L’annuncio ufficiale è stato dato dal Sindaco Marco Cavicchioli e dal Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella Franco Ferraris proprio nella sede all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, a cui la Fondazione ha affidato la redazione di un documento strategico preliminare per la valorizzazione dei saperi culturali e immateriali legati al tema della lana.

«Alimentare e tessile sono entrambi prodotti di 'Terra Madre' – ha sottolineato Carlo Petrini, presidente dell’Università di Pollenzo – Come siamo riusciti a ottenere la tracciabilità sui prodotti alimentari, anche il tessile può ottenere lo stesso risultato. Per questa ragione l’Università di Scienze Gastronomiche crede nel progetto biellese di valorizzazione della lana. Oggi i giovani sono sempre più attenti a tracciabilità e sostenibilità: bisogna saperlo comunicare. Finora vestirsi è stata soprattutto una questione di estetica, di moda, ma sta diventando sempre di più una questione di sostanza e sostenibilità».