13 dicembre 2018
Aggiornato 05:30

Delledonne: «Quanto ci costa l'assenza di infrastrutture a Biella»

Le gravi conseguenze per la città della mancanza di collegamenti autostradali e ferroviari, raccontate dal punto di vista di un'azienda che si occupa di logistica

Francesco Delledonne, della Autotrasporti Delledonne, dal punto di vista di un imprenditore che si occupa di logistica, che conseguenze ha il problema delle infrastrutture a Biella?
Avere infrastrutture che ti permettono collegamenti veloci vuol dire portare velocemente merci, in andata e ritorno, alla zona di pertinenza. Che cosa significa adesso è difficile da dire: ovviamente queste infrastrutture andavano realizzate quando la zona era molto più popolosa e ricca. Farle adesso comunque avrebbe senso, perché migliorerebbe i collegamenti, che potrebbero portare a facilitazioni nella gestione delle merci e nello spostamento delle persone.

Questo spopolamento di abitanti e imprese che ha subìto la città può essere anche causato alla mancanza di collegamenti?
Difficile da dire, ma sicuramente ha inciso sui costi: collegamenti difficili vogliono dire sicuramente spese maggiori. Secondo me, per un certo periodo, questo aspetto ha anche tutelato la zona, quando era ricca e difficilmente raggiungibile. Finché c'è stata richiesta dei prodotti di questo territorio, la minor comunicazione ha anche aiutato.

Dal punto di vista della sicurezza?
Sì, ma non solo: tendenzialmente si occupavano gli abitanti della zona, che non arrivavano da fuori.

Poi questo è diventato isolamento.
Certo. Ora che la gente, per lavorare, deve andare fuori, perché qualche posto in meno qui c'è, allora bisogna vedere cosa vuole diventare Biella. Sicuramente continua ad occupare gente, per tutta una serie di motivazioni, comprese quelle legate alla lavorazione della lana, con cui continuano fortunatamente a lavorare molte aziende. Penso che le persone potrebbero anche muoversi da Biella verso altre località, se fossero ben servite: se il viaggio di andata e ritorno, per motivi di pendolarismo, per Torino o Milano mi richiede troppo tempo, forse...

...vado direttamente a vivere da qualche altra parte. A proposito di costi, se dovessimo azzardare un ordine di grandezza per un'azienda come la sua?
Per la mia azienda, che adesso fa anche tanta logistica, il fatto di non essere ben servita potrebbe definirla come non idonea perché mal localizzata. Quantificare è sempre molto difficile, ma secondo me un 5% di costi in più.

Questo può fare la differenza, per alcune aziende in tempi di crisi, tra la sopravvivenza o meno.
Assolutamente sì.

Da imprenditore e cittadino, secondo lei nei palazzi della politica c'è la percezione della gravità di questo problema?
Assolutamente no. Credo che l'Italia sia un Paese fermo agli anni '70. Non si è più costruita un'autostrada, una ferrovia, adesso bloccano anche la Tav... Negli ultimi quarant'anni non è cambiato molto. Milano ha saputo ricrearsi con l'Expo: si è resa visibile, ha costruito dal nuovo ed è rinata. Certo, fermandosi al vecchio e non gestendo una serie di problematiche, secondo me avanti non si va.