16 dicembre 2018
Aggiornato 04:00

La strategia delle imprese passa dall'internazionalizzazione

Piacenza (UIB): «Conoscere gli accordi doganali, sapere cosa significa essere esportatore autorizzato o come funziona la Banca dati REX, vuol dire conoscere la grammatica dell’export»
La strategia delle imprese passa dall'internazionalizzazione
La strategia delle imprese passa dall'internazionalizzazione (Shutterstock.com)

BIELLA - Accordi internazionali, normativa doganale, geopolitica: sono tutti aspetti che toccano da vicino l’attività delle aziende che esportano nel mondo. «Sapere è potere», dunque, e per riuscire a massimizzare la strategia di internazionalizzazione è fondamentale il supporto degli addetti ai lavori: i funzionari del sistema di Confindustria e del Ministero dello Sviluppo Economico che, con il loro quotidiano lavoro dietro le quinte, riescono a supportare in concreto le imprese nel loro business all’estero, con particolare attenzione alle esigenze delle aziende di dimensioni ridotte.

Questi i temi che, in estrema sintesi, sono stati affrontati nei giorni scorsi all’Unione Industriale Biellese nel corso del convegno «Internazionalizzazione: gli aspetti strategici degli accordi doganali. Il Sistema Confindustria a supporto delle Aziende esportatrici», un incontro ricco di spunti e indicazioni concrete per le aziende biellesi, da sempre vocate all’export.

Carlo Piacenza, presidente dell’Unione Industriale Biellese, ha aperto i lavori: «Conoscere gli accordi doganali, sapere cosa significa essere esportatore autorizzato o come funziona la Banca dati REX, vuol dire conoscere la «grammatica» dell’export quindi avere l’opportunità di ridurre tempi e costi e migliorare la propria strategia».

Chiara Bonino, vice presidente Uib per l’Internazionalizzazione ha aggiunto: «Sapere come leggere una bolletta doganale, quali sono le informazioni da indicare per una spedizione internazionale o come assicurare la propria merce, sono elementi che incidono sui tempi e sui costi: entrambi aspetti rilevanti per ogni impresa. E per avere queste informazioni, per capire come accedere ad un mercato, l’associazione è un punto di riferimento prezioso».

La vice presidente di Confindustria all’internazionalizzazione, Licia Mattioli, ha inquadrato attraverso una panoramica sintetica e puntuale gli scenari internazionali: «Si stanno delineando nuove sfide economiche globali di fronte a cui le imprese non possono trovarsi impreparate. Sono molte le iniziative che, come Confindustria, abbiamo realizzato in questi anni per aiutare le imprese e, insieme al Mise, abbiamo delineato soluzioni e strumenti. Ogni giorno c'è un’emergenza nuova che viene affrontata con attenzione, impegno e competenza dai funzionari: c’è un lavoro mostruoso dietro le quinte rispetto alla definizione degli accordi, della normativa. Non dobbiamo pensare solo ai dazi: negli accordi di libero scambio è molto importante la reciprocità e la definizione degli standard. E, grazie agli accordi di libero scambio, l’export italiano cresce. Insomma, se ci lasciano lavorare, le aziende italiane non le batte nessuno».  

Marco Felisati, vice direttore Internazionalizzazione e politiche commerciali di Confindustria ha affermato: «Nella sua storia l’Europa ha concluso accordi con oltre 60 mercati che, anche solo attraverso l’accesso preferenziale delle merci, hanno prodotto grandi vantaggi. Esiste un fitto reticolo di accordi, oltre 500 accordi commerciali preferenziali, di cui 300 in vigore: anche se ancora incompleti, tali accordi catalizzano comunque i flussi commerciali globali. Tutti hanno prodotto grandi vantaggi per l’Italia».

Maria Teresa Bastiani, della Direzione Generale per la Politica Commerciale Internazionale del Ministero dello Sviluppo Economico ha illustrato i principali accordi in vigore per il commercio estero internazionale: «L’accordo con la Corea del Sud, primo esempio di accordo bilaterale per la crescita di nuova generazione, rappresenta un caso di grande successo in quanto ha portato ad un incremento dell’export dell’Italia del 70 per cento rispetto all’anno precedente l’entrata in vigore dell’accordo». Rivolgendosi agli imprenditori presenti ha quindi concluso: «È importante il vostro apporto nel farci sapere, attraverso le associazioni di categoria, le criticità o gli elementi che vi interessano: insieme possiamo lavorare per lo sviluppo del commercio estero».

A concludere il convegno tecnico è stata Carla Paoletti, dell’Area Sistema associativo Confindustria, che ha puntato l’attenzione sul sistema internazionale di Confindustria a supporto delle imprese: «Confindustria ha avviato nel corso degli ultimi vent’anni un’esperienza di internazionalizzazione associativa che ha tracciato la strada per una visione moderna e strutturata a favore di quella parte del sistema imprenditoriale italiano che, superando le attività di mera esportazione, soddisfa il mercato producendo in loco o nell’area d influenza. Le rappresentanze internazionali lavorano quindi in sinergia con le Camere di Commercio, istituzioni locali, ambasciate, banche, università, costituendo una fitta rete a supporto delle imprese».