17 novembre 2018
Aggiornato 07:50

Il mondo di Jacovitti

Un viaggio attraverso la lunga carriera dell’artista con i suoi infiniti personaggi e molti disegni esposti per la prima volta. Una mostra per divertirsi con con le intramontabili, surreali e brillanti trovate di Jac
«Arcicocco»
«Arcicocco» (Ufficio stampa Simonetta Carbone)

AOSTA - Sono oltre 250 i disegni originali del grande artista esposti nella prestigiosa sede espositiva di Aosta attraverso cui sarà possibile ricostruire il percorso di una carriera durata quasi sessant’anni che ha portato l’artista a creare alcuni personaggi indimenticabili che hanno accompagnato intere generazioni di ragazzi. Ed è rivolta in particolare ai ragazzi che lo hanno amato e a quelli che non lo hanno conosciuto (e che ne avranno occasione con questa mostra) tutto il percorso espositivo creato appositamente per l’occasione, puntando in particolare sui personaggi che lo hanno reso unico e inimitabile.

SCHIZZI, VIGNETTE E ILLUSTRAZIONI - Schizzi, vignette, tavole di fumetti e illustrazioni compongono l’articolato susseguirsi dei disegni della mostra con alcune vere «chicche» che si potranno vedere in originale per la prima volta. Tra queste alcune tavole realizzate per oggetti promozionali, 60 disegni di figurine realizzate nel 1954 per l’albo de Il Vittorioso «Genti d’ogni paese» in cui l’estro di Jacovitti spazia in giro per i 5 continenti raffigurando a modo suo ogni popolo. Ricche di fascino sono alcune tra le prime tavole disegnate negli anni Quaranta per Il Vittorioso e altri giornali, veri esempi di calligrafismo disegnato. Tra queste spiccano per bellezza i disegni di «Pippo e la guerra», «Mandrago», «L’Onorevole Tarzan», «Pippo in montagna»«Giacinto corsaro dipinto» e «Oreste il guastafeste» recentemente tornate in possesso della figlia. Nella sezione dedicata agli esordi si potrà ammirare una delle primissime panoramiche realizzate da Jacovitti a 17 anni, anticipatrice di quelle meravigliose e affollatissime tavole che diventeranno, nel corso degli anni, una sorta di suo marchio di produzione, oltre a sei tavole, le uniche rimaste, della storia inedita «I tre re» disegnata durante la seconda guerra mondiale. Si passerà dalle tavole del mitico «Diario Vitt» realizzato dal 1949 al 1980, vera icona degli studenti di quegli anni, ai diari realizzati da Jac negli anni Ottanta. Attraverso le sue collaborazioni con i principali giornali per i ragazzi come il già citato «Il Vittorioso», «Il Giorno dei ragazzi», il «Corriere dei Piccoli» e «Il Giornalino» si potranno ammirare gli originali di «Cocco Bill», «Tom Ficcanaso», «Tarallino», «Occhio di Pollo», «Jack Mandolino», «Chicchirino», «Cip l’arcipoliziotto» e «Zorry Kid» che quest’anno compie cinquant’anni. Per questo motivo sarà in mostra un’intera storia di questo delizioso personaggio. Fiore all’occhiello saranno alcune illustrazioni realizzate per «Pinocchio» edito nel 1964, riconosciute dai critici come tra le opere più significative della sua lunghissima carriera. ​​​​​​Jacovitti ha frequentato la televisione attraverso la realizzazione di importanti «Caroselli» e di storie andate in onda nel programma cult «Supergulp!». Le affollatissime panoramiche, ricche di centinaia di personaggi e di battute, personificazione dell’Italia di quegli anni, avranno un posto d’onore all’interno dell’esposizione. Il «Patentone», gioco dell’oca sul tema automobilistico sarà riprodotto in grande formato per permettere ai ragazzi di poter giocare all’interno dello spazio del Saint Bénin con sagome segna posto e un dado in gommaspugna. Completa la mostra un volume (edito da Il Pennino) con contributi critici di Fabio Norcini (critico d’arte), Daria Jorioz (critica d’arte), Gian Paolo Caprettini (già docente di Semiologia all’Università di Torino), Vincenzo Mollica (giornalista Rai), Gianni Brunoro e Luca Boschi (tra i più importanti jacovittologi italiani), François Corteggiani (autore di Fumetti) e Goffredo Fofi (saggista e critico cinematografico). Il video introduttivo è realizzato da Costantino Sarnelli, Laura Chiotasso e Barbara Forneris di Creative Apsu. Nel periodo della mostra sono previste due conferenze dedicate all’arte di Jacovitti ed un incontro mensile come corso di avvicinamento al fumetto umoristico tenuto da Claudio Puglia. 

«Tarallino»

«Tarallino» (© Ufficio stampa Simonetta Carbone)

«Cocco Bill»

«Cocco Bill» (© Ufficio stampa Simonetta Carbone)

«Jack Mandolino»

«Jack Mandolino» (© Ufficio stampa Simonetta Carbone)

«Faraone»

«Faraone» (© Ufficio stampa Simonetta Carbone)

«Pinocchio»

«Pinocchio» (© Ufficio stampa Simonetta Carbone)

BIOGRAFIA SINTETICA DELL'ARTISTA -Jacovitti, nato a Termoli nel 1923, scomparso a Roma nel 1997, è stato forse il più geniale umorista/fumettista di questo secolo, oltre che uno dei più prolifici, grazie anche al suo precocissimo ingresso nel campo dei comics, avvenuto all'età di sedici anni. Quest’anno ricorre il cinquantennale della creazione di uno dei suoi personaggi più amati dal pubblico, «Zorry Kid»
A vent'anni era già considerato uno dei più interessanti autori italiani e grazie all'esperienza maturata al seguito di numerose sperimentazioni personali di
stile, tratto e segno, saprà rimanere sulla cresta dell'onda per tutta la vita, con una carriera che durerà quasi sessant’anni e che coinvolgerà molte generazioni di lettori che sapranno amarlo ed apprezzarlo nonostante i mutamenti di gusto da parte del pubblico. Questo perché Jacovitti riusciva ad esprimere una verve comica irresistibile che poteva superare qualsiasi confine, sia geografico che anagrafico. Stupefacente artista, seppe disegnare per qualsiasi situazione, dal glorioso «Il Vittorioso» di ispirazione cattolica ai capolavori erotici del «KamasuLtra» con la collaborazione del genio comico di Marcello Marchesi, passando per le riviste umoristiche del periodo tra cui «Il Travaso», la lunga collaborazione sull'inserto del quotidiano «Il Giorno», per arrivare al «Diario Vitt» che per trent'anni ha accompagnato gli studenti, senza dimenticare il suo impegno in campo televisivo con pubblicità (Caroselli), scenografie per trasmissioni e cartoni animati per vari programmi. Jacovitti era uno di quegli artisti poliedrici capaci di confrontarsi con qualsiasi situazione richiedesse il suo impegno.

I PERSONAGGI IMMAGINARI - Nella sua sterminata carriera ha inventato centinaia di personaggi tra cui il glorioso «Cocco Bill», i mitici «tre P - Pippo Pertica e Palla –» ed ancora i personaggi dei suoi esordi come «Battista l'ingenuo fascista» ed il «Pinocchio» più volte disegnato ed edito con tavole illustrate assolutamente sconvolgenti per capacità di interpretazione e maestria del segno. Ma l'elenco sarebbe davvero sterminato. Jacovitti ha interpretato gli umori italiani attraverso i suoi personaggi tanto quanto ha saputo fare l'attore Alberto Sordi sullo schermo, anticipando oltre tutto di qualche anno il Western all'italiana di Sergio Leone (spaghetti western) con il delizioso e divertente «Cocco Bill». Una mostra su di lui non è solo una mostra sul fumetto, ma assume anche -se non soprattutto- un carattere profondamente culturale, di costume politico e sociale. Una sorta di manuale di sociologia disegnato in modo surreale, bizzarro e parodistico. Di Jacovitti hanno scritto alcuni tra i più importanti intellettuali italiani come Umberto Eco, Vittorio Sgarbi e Goffredo Fofi, solo per citarne alcuni. A Roma e Parma gli è stato intitolato «Largo Benito Jacovitti» mentre a Termoli, sua città natale che già aveva dedicato al suo nome il Liceo Artistico, è stata recentemente inaugurata una statua di bronzo che lo raffigura mentre disegna Cocco Bill. Ancora a Roma è possibile visitare la Casa Museo Jacovitti su iniziativa di Edgardo Colabelli, per anni coordinatore dello «Jacovitti Club» e della rivista «Jacovitti Magazine».
E’ in corso di pubblicazione da oltre un anno la monumentale raccolta a fascicoli e il meglio di Jacovitti per le edizioni Hachette curata da Luca Boschi mentre le sue opere si trovano sul mensile on-line dedicato all’umorismo www.buduar.it.