22 novembre 2019
Aggiornato 16:30
Welfare aziendale

Corcione (UIB): «Vogliamo diventare un punto di riferimento per il welfare aziendale»

Unione Industriale Biellese, Sella Broker, Welfarebit, Il Filo da Tessere, Spazio Aperto e Studio Natalini insieme per promuovere il benessere dei dipendenti

BIELLA - Promuovere il welfare aziendale fra le imprese del territorio, mettendo a disposizione delle aziende uno strumento concreto per incentivare la produttività, conciliare vita e lavoro e, in generale, migliorare il benessere dei dipendenti. Questo è l’obiettivo dell’intesa siglata fra: Unione Industriale Biellese; Sella Broker, la società di brokeraggio assicurativo del gruppo Sella; Welfarebit, società italiana specializzata nella realizzazione di piani di welfare aziendale «su misura», grazie anche al fondamentale supporto di un network di consulenti come Francesco Natalini che, in sinergia con i consulenti della società, è in grado di personalizzare i Piani di Welfare alla luce delle esigenze delle singole aziende; il Consorzio Sociale Il Filo da Tessere e la società cooperativa Spazio Aperto, specializzati in politiche di conciliazione e progettazione sociale. Si tratta di un accordo per il welfare territoriale unico in Piemonte.

«Il welfare aziendale, anche a fronte della legislazione degli ultimi anni, è un tema sempre più centrale per il mondo imprenditoriale ed è ormai considerato un elemento strategico nella gestione aziendale - afferma Carlo Piacenza, presidente dell’Unione Industriale Biellese -. Con questo accordo vogliamo dare un segnale significativo alle imprese, ai loro dipendenti e, in generale al territorio perché è volto a migliorare il benessere delle persone».

Il welfare aziendale è di norma inteso come l’insieme di beni e servizi forniti dall’azienda ai propri dipendenti al fine di migliorarne la vita privata e lavorativa, partendo dal sostegno al reddito familiare, allo studio, alla genitorialità, alla tutela della salute, fino a proposte per il tempo libero e agevolazioni di carattere commerciale. La correlazione fra redditività e produttività aziendale che si innesca quando si investe sul welfare genera benefici importanti: «Le grandi imprese che hanno già introdotto o implementato modelli di welfare hanno ricavato benefici sia di produttività sia di benessere dei dipendenti - aggiunge il vice presidente al Welfare, Nicolò Zumaglini - il progetto si è quindi posto l’obiettivo di mettere in condizione le imprese di dimensioni più ridotte di godere delle medesime opportunità».

«Da tempo l’Unione Industriale Biellese si è fatta parte attiva per il benessere dei dipendenti delle aziende associate grazie ad una proficua collaborazione con l’Asl di Biella - evidenzia Pier Francesco Corcione, Direttore dell’Uib -. Oggi, per primi a livello regionale, abbiamo scelto di diventare un punto di riferimento per il welfare, 'portandoci in casa' la gestione grazie a partner selezionati: dalla formazione di imprenditori e dipendenti fino alla consulenza sindacale e fiscale».

In particolare, l’accordo mira a diffondere la cultura del welfare attraverso incontri ad hoc e anche attraverso la contrattazione di secondo livello del salario di produttività, rendendo disponibile alle aziende associate all’Unione Industriale Biellese, in particolare alle piccole, medie e micro imprese, uno strumento per consentire ai dipendenti la fruizione dei servizi welfare, ampliare l’offerta dei servizi welfare a livello territoriale, con riferimento in particolare ai servizi di conciliazione vita-lavoro. «E’ importante riuscire ad estendere il valore del welfare, in particolare del welfare di prossimità, alle piccole imprese - commenta Massimo Sella di Sella Broker -: in questo senso ci impegniamo a coltivare questo progetto con l’obiettivo di rendere «a misura di Pmi» gli strumenti messi a disposizione dalla normativa vigente».

«Nella nostra esperienza - afferma Angelo Grippaldi, socio fondatore Welfarebit - poter disporre di una piattaforma di semplice utilizzo e di referenti per la consulenza specifica in materia, capaci di rispondere alle precise esigenze di ogni realtà aziendale, è un modo per facilitare l’utilizzo del welfare».  Paolo Giacometti, general manager Welfarebit, aggiunge: «Il welfare non è solo una nuova modalità di erogare benefici ai propri dipendenti ma è un vero e proprio aspetto strategico nella gestione aziendale che rappresenta il futuro delle relazioni industriali».

L’aspetto innovativo dell’accordo sta nel proporsi come attivatore di «Welfare di prossimità» attraverso il coinvolgimento delle istituzioni e degli stakeholder territoriali, consentendo di erogare parte dei servizi welfare alle comunità, con particolare riguardo ai servizi di utilità sociale, con l'obbiettivo di creare del valore aggiunto a favore delle imprese e del territorio. Una nuova forma di responsabilità sociale d’impresa.

«Costruire un welfare di comunità - spiega Enrico Pesce, presidente di Il Filo da Tessere - significa raggiungere un triplice obiettivo: coinvolgere le piccole e medie imprese, rivolgendosi non solo ai dipendenti ma anche alle loro famiglie; includere nei servizi soggetti con bassa o nulla tutela, stimolare lo sviluppo economico locale e sociale delle comunità. Esempi operativi potranno essere la creazione di uno Sportello di Conciliazione presso le aziende, l’introduzione in azienda di una figura come il Social Manager per l’orientamento e l'affiancamento dei dipendenti, la telemedicina o la prevenzione sanitaria».