21 luglio 2019
Aggiornato 21:30
Carabinieri

I Carabinieri presentano il Calendario Storico e l'Agenda Storica 2019

Il Calendario è diventato per il Paese un oggetto di culto, come dimostra una tiratura che da anni sfiora il milione e mezzo di copie
I Carabinieri presentano il Calendario Storico e l'Agenda Storica 2019
I Carabinieri presentano il Calendario Storico e l'Agenda Storica 2019 ANSA

BIELLA - Nella giornata di ieri, presso il Comando Provinciale CC di Biella è stato presentato, dal Comandante Provinciale, il Calendario Storico dell’Arma dei Carabinieri.
Il Calendario è diventato per il Paese un oggetto di culto, come dimostra una tiratura che da anni sfiora il milione e mezzo di copie. Un prodotto editoriale apprezzato, ambito e presente nelle abitazioni e nei luoghi di lavoro. Nato nel 1928, dopo l’interruzione post-bellica dal 1945 al 1949 il Calendario tornò a vivere nel 1950 e da allora tanti temi sono stati trattati, vicini all’Arma ma anche ai cittadini.

Questa edizione è stata pensata per la ricorrenza dei 40 anni dell’inserimento del primo sito italiano nel Patrimonio mondiale dell’Umanità e, parallelamente dei 50 anni dalla nascita dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale.

Nel 1972 una convenzione dell’Unesco prevede la «tutela del patrimonio culturale e naturale», inteso come bene dell’Umanità intera. L’atto dispone la creazione di un elenco di siti da tutelare, la «World Heritage list». Nel 1979 vi sono inserite le incisioni rupestri della Valcamonica. Oggi l’Italia conta ben 54 siti protetti, primo paese al mondo.

Calendario dei Carabinieri

Calendario dei Carabinieri (© ANSA)

Le pagine del Calendario presentano una carrellata dei siti italiani tutelati dall’Unesco. Sono stati «inseriti tutti con immagini o menzioni tali da fornire una visione complessiva della varietà di scenari della nostra penisola». In parallelo è riportato in breve il percorso evolutivo dei Carabinieri negli ultimi decenni, a partire dal Comando Tutela Patrimonio Culturale avviato nel 1969, che di recente ha fornito i primi «caschi blu della cultura» all’Unesco. Accompagnano le immagini dei luoghi simbolo della Nazione le altre articolazioni dell’Arma, attraverso la rappresentazione di uniformi e «principalmente di volti che rappresentano lo specchio dell’anima, come i luoghi sono lo specchio di un Paese. E quelli presenti nelle tavole… stanno ben attenti a non invaderle. Si fondono nell’insieme…perché noi siamo e ci sentiamo parte integrante del paesaggio italiano, inteso come identità nazionale».