20 maggio 2019
Aggiornato 09:00
Sicurezza

Decreto Sicurezza, Patelli: «E' ciò che vogliono gli italiani, la sinistra se ne faccia una ragione»

Duro attacco dell'onorevole Cristina Patelli alla sinistra: «Troppo facile lodare il presidente della Repubblica per il suo intervento di fine anno e poi criticare una legge dello Stato che lui stesso ha firmato»

BIELLA - C'è chi dice no, cantava Vasco. Ma nel mare di «no» che si sono sollevati da tutta Italia (Biella compresa) contro il Decreto Sicurezza voluto dal ministro dell'Interno Matteo Salvini, c'è anche chi dice «sì». E' il caso dell'onorevole Cristina Patelli, che sul provvedimento approvato dal Parlamento è categorica: «E’ ciò che vogliono gli italiani, la sinistra se ne faccia una ragione: troppo facile lodare il presidente della Repubblica per il suo intervento di fine anno e poi criticare una legge dello Stato che lui stesso ha firmato».

Patelli: «Protesta senza senso»

«La protesta dei sindaci contro il decreto sicurezza è assolutamente senza senso». Cristina Patelli, parlamentare della Lega che ha iniziato la propria battaglia politica proprio sulla presenza di richiedenti asilo nel suo Comune di residenza, a suo dire assegnati in una zona non opportuna e in condizioni non chiare, commenta con decisione la presa di posizione di alcuni primi cittadini italiani. «Non basta applaudire il presidente della Repubblica nel suo discorso di fine anno, lodarne lo spessore morale sui social, e poi far finta di niente quando lo stesso firma una legge che, dopo essere stata discussa e votata in Parlamento, è a tutti gli effetti una legge dello Stato».

Fenomeno per anni fuori controllo

L’onorevole scende poi nello specifico: «La sinistra non capisce, o fa finta di non capire, che gli italiani vogliono esattamente la stretta che Salvini ha dato ad un fenomeno che per anni è rimasto fuori controllo. La sinistra ha perso consensi ed elezioni sui migranti eppure si acciglia ancora con patetici tentativi di protesta. La legge va rispettata e il rischio che si corre, con certi comportamenti irresponsabili, è quello di sdoganare una disobbedienza civile che non promette nulla di buono, perché lascia immaginare che domani un sindaco possa essere contrario all’applicazione di chissà quale altra legge sgradita e quindi disattenderla. Se ne facciano una ragione i sindaci presunti dissidenti. E dico presunti perché è facile fare la voce grossa in tv, e con i comunicati stampa, poi altro discorso è applicare realmente la disubbidienza civile. Piuttosto, si dimettano, e lascino spazio a chi ha maggiore senso delle istituzioni».

Semplificare le procedure

Conclude Patelli: «La realtà, temo, è che il business del migrante sia stato per troppo tempo radicato nel nostro paese, con l’unico risultato di non decidere e non discernere su chi realmente ha diritto a restare e chi non dovrebbe neppure entrare. Cambiando alcune regole diventa più complicato, per un certo establishment vivere sulle spalle dei fenomeni migratori. L’Italia ha accolto e chi ha diritto resterà. Deve però esserci tolleranza zero su chi qui non può restare. Semplificare le procedure che accertano questo semplice concetto è ciò che gli italiani hanno chiesto e che oggi il Governo ha applicato, con buona pace dei difensori d’ufficio da conferenza stampa».