21 luglio 2019
Aggiornato 20:30
Tessile

Il Lanificio Subalpino cede il 40% delle quote all'Orditura e Tessitura Rosa

Zumaglini: «La famiglia ha scelto di fare un passo indietro per garantire la continuità e lo sviluppo dell'azienda». Rosa: «Il nostro obiettivo è proseguire la normale attività delle aziende»

BIELLA - Si svolgerà il prossimo lunedì 18 marzo l'incontro sindacale in cui verranno illustrati alle organizzazioni sindacali i cambiamenti legati all'ingresso di nuovi soci. Si tratta dei proprietari di Orditura Rosa e Tessitura Rosa, Andrea Rosa e Alberto Tamburrano, che acquisiscono il 40 per cento della proprietà di Subalpino. Nicolò Zumaglini resterà in carica come presidente e amministratore delegato al fianco di Andrea Rosa.

Nicolò Zumaglini

«La famiglia ha scelto di fare un passo indietro per garantire la continuità dell'azienda - afferma Nicolò Zumaglini, alla guida del lanificio con la moglie Monica Zanone e il cognato Paolo -. Quando infatti abbiamo verificato che la prossima generazione non aveva interesse a proseguire l'attività di famiglia abbiamo deciso di individuare un partner che portasse avanti Subalpino condividendo la nostra filosofia e i nostri valori. È così che è nato l'accordo con la famiglie Rosa e Tamburrano».

Andrea Rosa

Andrea Rosa aggiunge: «Il nostro obietti­vo è continuare nelle diverse attività delle lavorazioni con­to terzi che contrad­distinguono le nostre azi­ende, facendo in modo che la sinergia tra le due realtà ind­ustriali possa porta­re in prospettiva ad un ulteriore svilup­po fornendo anche a Subalpino un servizio di orditura e tessitura moderno ed efficiente, che poggia sul saper fare delle pers­one che da anni lavo­rano in azienda. Subalpino rimarrà nella sua sede storica e proseguirà da li autonomamente la sua ideazione e creazione di tessuti».

L'impatto sui lavoratori

I reparti di orditura e tessitura di Subalpino, che avrebbero comunque necessitato di un intervento di ristrutturazione, saranno assorbiti dalle aziende Rosa. I nuovi soci si sono già fatti parte attiva per reimpiegare la maggior parte del personale addetto a tali reparti, ad eccezione di 5 addetti per cui si stanno valutando, con i sindacati, le alternative percorribili.