15 dicembre 2018
Aggiornato 08:32

Biella, il riscatto del territorio può iniziare dal progetto «015»

Le parole importanti dei Piacenza meritano una riflessione. La rivalutazione del centro storico può e deve rappresentare uno scatto d'orgoglio per tutti

BIELLA - ««Quando si perde la ricchezza, non si perde nulla; quando si perde la salute, si perde qualcosa; quando si perde il coraggio, si perde tutto». L'ha detto Billy Graham, un predicatore. Forse parlava di noi. Noi che a Biella siamo passati dalla piena occupazione degli anni Ottanta del Secolo breve alla crisi che ha ghigliottinato un territorio considerato una piccola Svizzera: fabbriche chiuse, operai a casa. Quindi: famiglie più povere e territorio impaurito».

«Oggi però pare che qualcosa si stia muovendo. Il progetto 015 dà infatti segni di vita e di vitalità. Perché se la dinastia dei Piacenza dice che è arrivato il tempo di ridare alla terra dei padri quanto ricevuto, vuol dire che la storia è arrivata ad una svolta. Piccola, ma importante. A pronunciare parole pesanti come montagne non è stato infatti un semplice (quanto eroico) commerciante o artigiano che scommette su se stesso e il proprio lavoro. Ma l'erede di un impero, tessile ed economico».

«Il punto, quindi, è di non lasciare soli questi imprenditori. Di avere coraggio. Di investire. Di scommettere. Di rischiare. E soprattutto di fare rete. Massa critica. Sinergia... Parole belle ma vuote, se non seguite dai fatti. Noi le abbiamo sentite milioni di volte nei convegni. Ben poche volte, però, le abbiamo viste realizzate nel mondo del lavoro e delle imprese. E' arrivato dunque il tempo di andare oltre ai propri (legittimi) interessi e scommettere sul territorio. In questo caso su via Italia. L'obiettivo è vendere, non fare beneficenza. Vendere vestiti ed eccellenza. Quindi promuovere il Biellese, tra vocazione industriale e potenzialità turistiche».

«Noi eravamo scettici sul progetto 015. 50 o 60 nuovi negozi in via Italia e dintorni ci parevano un'utopia. Ora però che l'impero dei Piacenza è sceso in campo, siamo (volentieri) costretti a rimettere in discussioni le nostre piccole certezze di commentatori. Perché noi crediamo in questo territorio. E crediamo ancora di più in alcuni uomini di questo territorio. Imprenditori come Piacenza, Barberis Canonico, Angelico. E altri. Perché non tutti sono scappati».

««Nel cuore abbiamo tutti un cavaliere pieno di coraggio, pronto a rimettersi sempre in viaggio». L'ha detto Gianni Rodari, che di belle favole se ne intendeva».