25 settembre 2018
Aggiornato 15:00

Immigrati a Chiavazza: «Dopo la paura l'integrazione»

Enzo Calise ci racconta questi mesi del centro di accoglienza per richiedenti asilo in via Coda, del rapporto con il vicinato, e del lavoro della cooperativa Maria Cecilia per integrare i circa 70 profughi ospitati.

BIELLA – Continua a tenere banco il tema immigrazione.

A CHIAVAZZA CI SIAMO INTEGRATI - Nei giorni scorsi il questore di Biella ha parlato di consumo e spaccio di sostanza stupefacenti all'interno dei centri per richiedenti asilo, mentre non si placano le polemiche in Valsessera per il progetto della cooperativa La Nuvola di aprire un nuovo spazio per ospitare una 80ina di migranti. Noi del Diario di Biella siamo andati a Chiavazza per incontrare Enzo Calise, direttore della cooperativa Maria Cecilia che gestisce la struttura per immigrati. «All'inizio nel quartiere in tanti erano comprensibilmente preoccupati – ci ha detto – ma abbiamo risposto ai dubbi e ai timori delle persone facendoci conoscere e aprendoci all'esterno. Qui nessuno si lamenta di noi».

ANCORA POLEMICHE SU LA NUOVOLA - Come detto invece i progetti de La Nuvola stanno facendo discutere i residenti di Coggiola e Portula: tramontata l'ipotesi di aprire un centro per profughi nell'ex edificio Fila di Portula, la cooperativa torinese sarebbe in trattativa con un privato per usare una palazzina al confine fra i due paesi. L'edificio ospita una decina di appartamenti e potrebbe alloggiare tutti gli 80 migranti previsti.