19 settembre 2019
Aggiornato 20:30
Commercio

Decine di nuovi negozi in centro Biella... Il progetto che pare un'utopia

Fa discutere l'ambizioso piano dell'associazione «015» di realizzare un cento commerciale diffuso tra via Italia e dintorni. Istituzioni attendiste.

BIELLA - Un progetto talmente bello da risultare difficilmente realizzabile ed a cui, non a caso, tranne i promotori, in pochi paiono davvero credere. Il tutto ovviamente al di là dell’ufficialità. Perché nessuno vuole dire no all’ipotesi, o al sogno, di 60 nuovi negozi in centro città: tra via Italia e dintorni, dove oggi spesso ci sono serrande abbassate e cartelli di affittasi. Non certo l’amministrazione comunale, chiamata ad ascoltare ogni forma di proposta nell’interesse della collettività né tanto meno un’associazione di categoria come l’Ascom.

Il punto
Ma poco oltre le dichiarazioni di circostanza, pare facile come bere un bicchiere d’acqua scorgere la farraginosità dell’idea. Il commercio cittadino è infatti storicamente in crisi, messo in difficoltà dalla presenza di molti centri commerciali e dallo spostamento dell’ospedale. In una città in costante calo demografico, con vie di comunicazioni ridicole che continuano ad isolare il Biellese, chi dovrebbe mai affollare queste decine di nuovi negozi alimentari e d’abbigliamento (di grande qualità)?

Il progetto
Il progetto è portato avanti dall’associazione «015» e prevede la realizzazione di «outlet diffuso» nel centro città. Nei giorni scorsi è stato scritto che la fase operativa è in corso. Teatro d’azione: il quadrilatero racchiuso tra le vie Lamarmora, Repubblica, Dante, passando dalle parti di via Ramella Germanin e via Pietro Micca. Obiettivo? 800 mila visitatori all’anno, con il traguardo del milione nel medio periodo. Cifra da capogiro che in via Italia i commercianti si sognano... Strettissimi i tempi: 25 negozi entro l’autunno e 60 entro il 2017. Centrale il ruolo della società austriaca «Retail Shopping Outlet», esperta del settore, con la quale collabora Roberto Bonati, componente dell’associazione «015», nella concretizzazione del tutto.

Qui Ascom 
«Il progetto non l'ha ancora visto nessuno, e temo che crei illusioni a molti commercianti - dice il presidente Mario Novaretti -. Abbiamo alle spalle altre operazioni con danni non da poco. Ascom sarà felice di collaborare su progetti seri che possono avere successo con fatica solo se condivisi. e che siano a favore del commercio e non speculazioni edilizie. Ricordate il parco commerciale sulla Trossi? C’era Aiazzone con al seguito operatori intelligenti come i titolari di Biella Scarpe. Morto Aiazzone, il cerino è passato a Biella Scarpe ed a Angelico ma attorno a loro sono rimasti pochi intimi e tanti edifici vuoti e costosi. Ci sono in via Italia alcuni negozi d'elite. Per potenziarla forse non servono 60 outlet (vedi il fallimento di Santhià) ma negozi di prestigio. So che è più facile accondiscendere che dire la verità. La verità può anche dare fastidio ma solo così riesco avere rispetto per me e per i miei associati». «015» - «Siamo un gruppo di cittadini e di professionisti che a titolo gratuito abbia elaborato questo progetto per la città, mettendo le nostre professionalità e il nostro tempo libero a disposizione di un’idea che possa servire alla collettività - commenta Luisa Bocchietto, tra le sette fondatrici dell’associazione -. Sappiamo che è difficile realizzare questo progetto. Eppure ci sono sfide che bisogna cogliere, traguardi che bisogna provare a raggiungere, soprattutto in un territorio come il nostro che attraversa una crisi profonda. Nel Biellese esistono ancora eccellenze industriali. Nel cuore della città, inoltre, ci sono spazi immobiliari importanti. E nel nostro territorio sono accertati numeri considerevoli in termini di turismo commerciale. Mettere queste eccellenze e queste opportunità insieme è lo spirito del nostro lavoro. Spero venga capito».

L'assessore La Malfa
«Conosciamo il progetto. Aspettiamo però passi concreti. La nostra disponibilità è massima - sono le parole ufficiali dell’assessore comunale al commercio Stefano La Malfa -. Da tempo leggiamo di questo progetto. Noi ci siamo».

Il sindaco Cavicchioli
«Il Comune è pronto a fare tutto quello che serve per lo sviluppo della città - conclude Marco Cavicchioli -. Tempi? Soldi? Impegni? Ripeto: il Comune ha nella sua missione istituzionale, il favorire ogni tipo di attività o di progetto che possa creare sviluppo e crescita per la città».