13 dicembre 2018
Aggiornato 05:30

Syndone: amore e morte nel nuovo album della band che ha anche un cuore biellese

Il rock che si ispira al Cantico dei Cantici e grandi ospiti, come Steve Hackett dei Genesis, nel nuovo disco della band nata a Torino alla fine degli anni '80 e che oggi ha anche un sound made in Biella

BIELLA – Una musica » molto espressiva, a tratti decisamente sinfonica, tanto che a volte mi viene da definirla 'Movie rock'! La cifra cinematografica di alcuni passaggi orchestrali si appoggia su un’idea concept (che vive di refrain e temi che si rincorrono), non su un discorso più segmentato di canzoni slegate tra loro. Il concept rappresenta la tradizione progressive, è giusto da parte nostra aderire agli stilemi classici per rispetto al genere, ma il principio alla base dei Syndone sin dalla loro nascita è andare sempre oltre». Questa è la definizione di Nik Comoglio, deus ex machina della band nata nel 1989 a Torino, per il nuovo album Eros & Thanatos, pubblicato da Altrock/Fading a due anni di distanza da Odysséas.

Due biellesi nella band
Al suo fianco anche due biellesi: Maurino Dellacqua al basso e Riccardo Ruggeri, vocalist che si è cimentato in una avvincente rilettura del Cantico dei Cantici: «Il viaggio dell’essere umano tra le tensioni, le passioni e le emozioni è qualcosa di profondamente affascinante. Quando questi elementi si fondono con la scienza, la ricerca, l’etnomusicologia, la storia di territori violentati da millenni da guerre di religione, il cocktail diventa letale, e ci sono rimasto. Per un anno e mezzo ho letto confusamente il Cantico e materiali collegati rintracciati tra la rete e le biblioteche. Ho incamerato immagini, il punto di vista di Guido Ceronetti, esperienze di vita in parallelo, e ho lasciato che questa borsa esplodesse sulla musica di Nik. È stato appassionante, e risentire ora mi appassiona altrettanto».

Due special guest internazionali
In Eros & Thanatos anche due collaborazioni d'eccezione: Ray Thomas, cantante e flautista dei leggendari Moody Blues che torna in casa Syndone a quattro anni da La Bella è la Bestia, e l’amatissimo ex chitarrista dei Genesis Steve Hackett. «E’ la prima volta che in un disco dei Syndone c’è la chitarra elettrica! Quando fondai la band – prosegue Nik Comoglio – pensai che se mai avessi dovuto inserire un’elettrica, sarebbe stata suonata solo da Steve Hackett, che consideravo e tuttora considero uno dei migliori chitarristi al mondo per gusto melodico, suono e capacità di fondersi con il tessuto timbrico della situazione in cui è coinvolto». I rinnovati Syndone sono pronti per un nuovo tour con una data importante per il panorma prog in Italia: il 4 settembre al 2 Days Prog + 1 di Veruno (NO), uno dei più importanti festival progressive al mondo.

I Syndone sono:
Nik Comoglio – all keyboards/pipe organ/orchestration
Riccardo Ruggeri – vocal/backing vocals/vocoder/12 string ac.guitar/lyrics
Marta Caldara – vibraphone/piano, mellotron
Gigi Rivetti – piano, hammond, moog, electric piano, clavinet
Maurino Dellacqua – bass/fretless/taurus bass
Martino Malacrida – drums/percussions