29 giugno 2017
Aggiornato 09:00
Cronaca

Chi vive nel vecchio ospedale di Biella?

Abbiamo ricevuto delle immagini che riprendono i locali della struttura di via Caraccio. Nel video si vedono alcune stanze abitate, altre vandalizzate ma nel complesso l'edificio (chiuso da tempo) non appare degradato. L'Azienda sanitaria locale sta cercando di venderlo. Il valore nominale è di circa 12 milioni di euro. L'accesso resta vietato e le porte esterne dovrebbero tutte essere chiuse

BIELLA - Poche e frammentarie sono le informazioni relative alla presenza in Biella di un ospedale sin dal '300 o, addirittura, dal secolo precedente. Si ha notizia di un 'Ospedale di San Giacomo' del 1200, che aveva sede nel Borgo Antico del Piazzo nella casa d'angolo tra la piazzetta della chiesa di San Giacomo e la piazza Cisterna. A Biella Piano la sede originale dell'ospedale era molto probabilmente da collocarsi nella zona centrale retrostante l'attuale Cattedrale di Santo Stefano a fianco della chiesa della SS. Trinità. Tale ospedale svolgeva le funzioni delle istituzioni del tempo: era più rilevante l'attività di vero e proprio ospizio per viandanti e pellegrini rispetto a quella di cura ed assistenza dei malati.

La nascita
È del 1579 l'atto di fondazione ufficiale dell'Ospedale (bolla pontificia di Gregorio XIII), legato alla Confraternita della SS. Trinità, situato nella casa a fianco dell'omonima chiesa e denominato 'Ospedale degli Infermi e Pellegrini della SS. Trinità'. La bolla citata disponeva che fosse la Confraternita ad occuparsi di attivare e mantenere dei posti letto, all'inizio almeno 2, per svolgere le funzioni anzi ricordate. In quell'epoca la natura dell'ospedale stava gradatamente mutando verso modelli che univano le funzioni di ospitalità, di ospizio dei pellegrini a quella di cura vera e propria degli ammalati.

Lo sviluppo
Lo sviluppo storico dal '500 in poi, seppure con alterne vicende, ha avuto una certa continuità: pare che i posti letto disponibili fossero 12 nel 1643, 26 nel 1726 ed ancora verso la fine del 1800 circa 50. Nel 1800 la sede ospedaliera, con un incremento del numero dei letti a disposizione, viene trasferita negli edifici dell'ex convento di San Pietro degli Agostiniani (la chiesa, di cui ancora oggi permangono alcune tracce, è stata utilizzata come corsia ed il chiostro è stato sfortunatamente demolito nel 1916). Da quel momento viene istituita una 'Amministrazione dell'Ospedale'. Nel 1824 l'Amministrazione affida all'ing. Gaspare Maggia l'incarico di rimaneggiare ed ampliare la struttura. Segue una serie di ampliamenti su progetti dell'architetto Dupuy tra il 1839 ed il 1871, anno in cui viene ultimata la facciata verso via Ospedale (ora via Marconi).

Il secolo breve
Da allora, con l'aggiunta di altri edifici in epoche diverse e sino agli anni '70 del 1900, l'Ospedale denominato 'degli Infermi' presente nell'area centrale della città di Biella, è rimasto operativo finché non è stato inaugurato, nel mese di dicembre 2014, il nuovo edificio in via dei Ponderanesi, 2 a Ponderano. Degli altri ospedali od ospizi presenti sul territorio, almeno tre sono conosciuti e documentati, e sono estinti come l'Ospedale di San Lorenzo od hanno variato la loro natura e poi si sono a loro volta estinti come l'Ospizio degli Esposti od infine, come l'Ospedale Ermenegildo Zegna di Trivero, sono stati inglobati nell'Ospedale degli Infermi che è attualmente incardinato nell'Azienda Sanitaria Regionale - ASL BI di Biella.

Inaugurazione nel 1939
Della composita strutturazione edilizia dell'Ospedale si è in parte accennato, ma è interessante puntualizzare che il manufatto più importante era il 'monoblocco' prospiciente via Caraccio, che era identificato come l'ospedale a tutti gli effetti, il quale - costruito su progetto dell'arch. Marcovici - è stato inaugurato nel 1939, ospitando 862 posti letto, le sale operatorie, i reparti a pagamento, i servizi diagnostici, gli uffici ed in ultima istanza venendo incontro alle necessità di spazi che negli anni '30 erano divenuti ormai improrogabili. Ci sono stati altri avvenimenti nella vita ospedaliera, alcuni rilevanti quali le successive aggiunte tecnico-edilizie come, ad esempio, il nuovo blocco operatorio negli anni '70 ed altri minori quasi tutti frutto di importanti donazioni di Enti e Fondazioni come la Fondazione Caraccio e l'allora Cassa di Risparmio di Biella.