26 maggio 2019
Aggiornato 03:00
Cultura

Alla scoperta di San Bartolomeo: le origini del Santuario di Oropa

Andrea Cavallo racconta le origini e la storia dell'eremitaggio di San Bartolomeo nella valle d'Oropa

OROPA - In compagnia di Andrea Cavallo per scoprire l'interessante storia dell'eremitaggio di San Bartolomeo. «Voglio però riportare - spiega lo storico -  quelle che ritengo considerazioni di buon senso sulla nascita dell’eremitaggio e conseguentemente della chiesa di Oropa».

Le prime documentazioni
Purtroppo le prime citazioni scritte sull’esistenza di San Bartolomeo datano all’inizio ed alla fine del 1200, ma si ritiene, pur in mancanza di documenti, che la struttura esistesse già tra l’VIII e IX secolo. E’ descritta come chiesa gestita da una piccola comunità religiosa di eremiti, a poca distanza dall’altra chiesa di Santa Maria in Oropa. La valle d’Oropa all’epoca non era certo di facile accesso ed all’inizio del 1600 non si poteva ancora giungere ad Oropa a dorso di un cavallo. Il territorio era caratterizzato da boschi selvaggi ed impetuosi torrenti e solo gli eremiti osavano colonizzare quegli impervi territori.

 

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Le comunità eremitiche
Nel medioevo le comunità eremitiche della Valle d’Oropa erano sicuramente almeno quattro : quella di San Bartolomeo e quella di Santa Maria in alta valle, quella di San Paolo alla Burcina e quella del Favaro.Le comunità erano di piccole dimensioni, di norma tre-sei elementi, e vivevano una vita completamente slegata dalle altre comunità religiose.
Custodivano una piccola chiesa e si dedicavano all’assistenza dei pellegrini che salivano ai santuari. I frati dimoravano  nei pressi, dediti alla pastorizia ed al lavoro agricolo.
Inoltre essi erano dediti alla questua, visitando periodicamente i paesi vicini per ottenere doni in natura o in denaro. Estrema era però la povertà e spesso le comunità religiose non riuscivano neppure a mantenere le strutture che loro erano affidate.

Le origini
Per parlare delle origini di San Bartolomeo e di conseguenza del Santuario di Oropa, non possiamo non parlare della tradizione eusebiana, e quindi della narrazione diffusa tra le popolazioni locali che il santuario mariano abbia origine da Sant’Eusebio, primo vescovo di Vercelli, morto tra il 371-374. I primi testi ci parlano della venuta del vescovo a Oropa per edificare una nuova chiesa. Successivamente il racconto si amplia e ci narra della statua, portata dal vescovo dall’Oriente e fabbricata dalle mani di San Luca.
Eusebio costruisce il sacello per contenerla, i pastori del luogo la trovano e la statua si fa irresistibilmente pesante al momento del trasporto.
Ma questo racconto popolare incomincia ad essere contestato dalla fine del ‘700, ad opera degli storici che progressivamente si avvicinano all’argomento.
E’ opinione diffusa però che Eusebio abbia avuto un ruolo nella diffusione del culto mariano nella conca d’Oropa e si congettura da tempo su precedenti riti celtici praticati dalle popolazioni locali presso il «Roc» del santuario, e che il vescovo sapientemente sostituì, come usanza in quei tempi remoti, con la nascente religione cristiana. La chiesetta di San Bartolomeo risulterebbe presente nella valle di Oropa fin dall’ultimo decennio del VII secolo. Viene citata in un’approvazione di reliquie ed in un legato per mantenervi accese delle fiammelle.


La struttura del complesso
La struttura non sembra essere molto cambiata nei secoli. Risulta avesse originariamente un tetto di paglia, e fosse composta da una piccola chiesa, da un edificio per i religiosi e gli eventuali pellegrini, e da alcuni locali annessi ad uso di stalla. La chiesetta si andò ad ingrandire nei secoli e un’abside quadrata venne aggiunta con evidenza in seguito.
L’altare venne spostato da occidente ad oriente, come denotano le tracce di affreschi ancora presenti all’interno della struttura. In epoche relativamente recenti gli edifici vennero collegati ad uso agricolo ed ancora oggi, nei mesi estivi, un margaro abita il convento praticandovi la pastorizia. La cappella di San Bartolomeo è stata fino a pochi anni fa la cucina del contadino. Nel camino, posizionato sulla sinistra del locale, venivano preparati i formaggi ed il locale si presentava annerito dal fumo. Le pareti erano affrescate, particolarmente nel lato occidentale. In questa parete ora trovasi una porta ma anticamente vi si doveva accedere dal lato destro e l’abside orientale, ora dotata di due finestrelle, probabilmente è il risultato di un ampliamento successivo.

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L'affresco di San Bartolomeo
Negli anni ’40 Emanuele Sella condusse una campagna di scavi all’interno della chiesa e furono ritrovate suppellettili antiche ed un arnese in ferro di datazione molto antica.
Si provvide altresì a strappare l’affresco meglio conservato, rappresentante San Bartolomeo e databile agli inizi del’400, ora posizionato nella Basilica di Oropa, nella cappella del SS. Sacramento.

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