24 ottobre 2017
Aggiornato 09:30
Biella

«Intervento tardivo. Cittadini presi in giro»

Disegni e frasi oscene ai giardini Zumaglini, il Comune interviene il giorno dopo la segnalazione del consigliere Delmastro che poi spara a zero sulla giunta di Cavicchioli

BIELLA - Picchia duro, Andrea Delmastro. Il consigliere comunale di opposizione, infatti, sul tema della pulizia dei giardini pubblici Zumaglini usa toni molto severi nei confronti dell'amministrazione comunale. Questi i fatti, riassunti nell'intervista che il leader di Fratelli d'Italia ha rilasciato al Diario: il Comune sapeva delle scritte e dei disegni osceni presenti nell'area giochi del polmone verde, e non ha fatto nulla. Secondo quando dice l'ex assessore comunale della giunta Gentile, infatti, un cittadino da mesi avrebbe fatto presente agli uffici competenti la situazione di Piazza Vittorio. Senza risultati.

L'INTERVENTO - Ieri il Comune ha fatto ripulire le scritte incriminate (ne sono però comparse altre). Fatto che fa infuriare Delmastro, che tra l'altro denuncia situazioni irregolari e di degrado in diversi altri punti della città.

EDUCAZIONE - Il tema della pulizia e dell'ordine pubblico ai giardini Zumaglini è da sempre un tema caldo, tanto per la politica quanto per l'opinione pubblica. Sede di passaggio per famiglie, da anni, è anche lo spazio ideale dove senza fissa dimora e ubriachi stazionano e bighellonano. Un problema irrisolvibile?

LA DIFESA - Questo il testo pubblicato sul profilo facebook del Comune, oggi, sui fatti in questione: «La sfida è cominciata, o forse non è mai finita. Da una parte gli sconosciuti che sporcano, imbrattano, a volte si spingono a scrivere oscenità, anche sui giochi dei bambini. Dall'altra gli incaricati del Comune che passano il giorno dopo, e ripuliscono. Ieri mattina sono state cancellate le scritte al parco giochi dei giardini Zumaglini, in pieno centro. Stamattina ne è già ricomparsa una, a pennarello bianco. Più filosofica che oscena, per fortuna, sulla vita che è solo un gioco. C'è chi dice che servirebbero più controlli e più telecamere. E' vero, aiuterebbero. Ma senza più educazione la sfida è già persa».