19 ottobre 2017
Aggiornato 14:30
Sport

Cantiere Biella Rugby, il sogno è la Serie A

Parla il presidente del club, Vittorio Musso: lavori in corso per gli spogliatoi, presto anche per la tribuna. E dopo le tante novità tecniche, l'obiettivo della società è chiaro...

BIELLA  - Il Biella Rugby Club è un club italiano di rugby a 15 con sede a Biella. Fondato nel 1977, per iniziativa di pochi giovani appassionati che da giocatori, al tempo inesperti, si sono trasformati in allenatori e dirigenti. In 40 anni, il Biella Rugby è diventata una delle più importanti realtà rugbistiche italiane. Conta più di 450 tesserati e un impianto di altissimo livello. Dalla stagione 2007/2008 milita nel campionato di Serie B.

INIZI - La data della prima iscrizione alla Federazione Italiana Rugby, risale al 1977, ma in realtà, il Biella Rugby Club esisteva già da alcuni anni, anche se in forma non ufficiale. Nessuno ricorda la data esatta del primo allenamento sul campo di Pollone, la certezza è che a maneggiare per la prima volta una palla ovale nel Biellese, sono stati, tra gli altri, Massimo Tarello (ancora consigliere Brc, in foto nel 1986), Giampi Davini (biellese che aveva militato in formazioni di alto livello) e Giorgio Traverso, un postino genovese, ex Nazionale Under 18, trasferito a Biella. Gli allenamenti si spostarono a Borriana, sul campo adiacente alla locale parrocchia e dall’autunno del 1976, al gruppo dei pionieri, si unirono altri giovani, destinati poi a diventare colonne portanti del rugby biellese: Stefano Villa, Adriano Bertaglia, Riccardo Paganoni e Cesare Maia, tutti ora componenti del direttivo gialloverde. Il primo incontro amichevole si tenne a Vigliano, sul campo dei Salesiani, contro l’Ivrea Rugby. Seguì una trasferta a Genova per affrontare la squadra del padre di Giorgio Traverso, sul campo di Borzoli. Completata l’affiliazione alla Fir, il 27 luglio del 1977, ad ottobre, il Biella Rugby disputò il suo primo campionato di serie D. Il primo match ufficiale, in trasferta, fu Biella – Novara, terminato con l’insolito risultato di 0-0. Quando Guido Traverso decise di tornare a Genova, la guida tecnica del Biella Rugby, passò a Massimo Tarello. Gli allenamenti iniziarono a svolgersi al campo Meroni di Ponderano e le partite si disputavano sul terreno di gioco dell’antistadio, dietro alla piscina Rivetti di Biella. Il primo sponsor fu il mobiliere Romeo Lunardelli, all’epoca l’unico a credere nel progetto gialloverde.

EVOLUZIONE - Per crescere, ben presto ci si rese conto della necessità di guardare lontano, verso Paesi più evoluti nel settore della palla ovale. Si organizzarono trasferte per gare amichevoli in Francia (la prima a Succieu), mentre si tentava di trovare risorse per portare a Biella allenatori stranieri. La prima pista seguita fu quella dell’Irlanda. Su questa scia, approdarono a Biella i tecnici Laughlin Farrell e Max Doyle. Parallelamente, si cominciò a guardare al settore giovanile. Nacque una squadra Under 20, allenata in successione da Maurizio Scaramuzzi, Alfredo Sunder, Cesare Maia e Carlo Colombino. Da questa formazione arrivarono molti giocatori, alcuni dei quali sono oggi dirigenti Brc come Alberto Fini, oppure lo sono stati, come Massimo Jaselli. Il livello della prima squadra ha continuato a crescere fino ad approdare, negli anni ’90 alla Serie C1. Si cominciano a coltivare molte ambizioni. Dall’Argentina arriva un nuovo allenatore che darà al Brc un’impronta molto professionale: Gustavo Galetto.

NUOVA ZELANDA - Continuando a pensare in grande, finita l’esperienza con Galetto, ci si rivolge alla Nuova Zelanda. Arriva a Biella il primo dei grandi allenatori Kiwi: Charlie McAlister, un profondissimo conoscitore del rugby, capostipite di una famiglia di All Blacks sia in campo maschile, sia femminile. A McAlister segue l’australiano Malcom McKenzie, poi il veneto Beppo Camillo, al quale verrà assegnato il compito di organizzare il settore giovanile: un lavoro enorme condiviso con il tecnico Manuela Gremmo, i cui frutti si vedono ancora oggi. La sintonia che si è venuta a creare con la scuola di pensiero neozelandese, porta a Biella prima Kerry Eynon, poi Callum McLean. Entrambi coach e giocatori allo stesso tempo. Due tecnici che hanno impresso alla società una svolta decisiva.

SERIE B - Nel 2004, sotto la guida di Eynon, i gialloverdi capitanati da Andrea Scariot, conquistano la prima promozione in serie B, battendo in uno spareggio a Parma, il Sesto Fiorentino, sotto gli occhi dello storico presidente Fir, Giancarlo Dondi. Ma i tempi non sono ancora maturi e l’anno seguente il Brc, al primo anno di McLean, torna in C1. Il nuovo ‘Kiwi’, ha la capacità di attenuare il colpo e ricostruisce la squadra, che riconquista la Serie B al termine di un campionato trionfale nella stagione 2007/2008. Nella doppia finale con i rodigini di Villadose, i gialloverdi perdono di misura sullo storico terreno del Battaglini, ma nel match di ritorno sul terreno del Lamarmora, davanti a tremila spettatori, la squadra capitanata da Matteo Maia, batte i veneti con una meta allo scadere e per differenza punti, conquista la promozione. Dal 2008 il Brc migliora costantemente i suoi piazzamenti in serie B, fino ad arrivare a disputare la finale per la Serie A nel 2013, per un curioso caso, ancora contro il Sesto Fiorentino, diventato nel frattempo Prato-Sesto. Al campo di via Salvo D’Acquisto, che sta diventando la Cittadella del Rugby ormai conosciuta da tutti, si assiepano nuovamente migliaia di tifosi dei gialloverdi capitanati da Cristian Gatto, ma questa volta, sono i rivali-amici toscani ad avere il risultato migliore.

PRESIDENTI - Il primo presidente gialloverde, fu Leo Galligani. Seguirono: Giacomo Tarasco, Francesca Ceta Scaramuzzi, Carlo Colombino e Massimo Jaselli. Nel 1977, in occasione del ventesimo compleanno del Biella Rugby, Cesare Maia subentra a Jaselli alla guida del club e vi rimane fino al 2008, quando eletto nel Consiglio Federale, lascia dopo undici anni (uno e mezzo dei quali alternato da Alberto Fini) la presidenza a Vittorio Musso.

(Crediti del testo: Biella Rugby)