22 ottobre 2017
Aggiornato 12:00
Biella

«Italia nota per la mafia, ma ora anche per l'antimafia»

Franco La Torre ha partecipato ad un incontro, a Città Studi, insieme a Nando Dalla Chiesa, organizzato dal Fondazione Biella Domani

BIELLA - «L'Italia è nota all'estero per la mafia, ma da qualche tempo l'Italia è anche la patria dell'antimafia. Negli anni la coscienza civile nel Paese è cresciuta. Non sono più i temi della mafia che uccise mio padre». L'ha detto, in sintesi, Franco La Torre, figlio di Pio La Torre ucciso negli anni Ottanta in Sicilia, per la sua attività sindacale e politica (era iscritto alla Cgil e al Partito Comunista).

LE PAROLE - «Negli anni sono stati fatti straordinari passi in avanti - ha detto La Torre, storico, ambientalista e una vita come cooperante internazionale -. La legge La Torre-Rognoni segna un punto fondamentale, soprattutto con la codificazione del reato di associazione di stampo mafioso. E poi c'è più cultura nella società civile, anche se le mafie non sono certo state sconfitte. Anche perché la loro dimensione è globlare. Basta dire che l'Ndragheta controlla il mercato mondiale della cocaina. E' finita da tempo la localizzazione delle mafie in alcune regioni d'Italia. Oggi il pericolo è al Nord».