18 novembre 2018
Aggiornato 15:34

Fondazione Fila Museum: un successo internazionale

La responsabile dell’archivio Annalisa Zanni spiega e racconta cosa è rimasto del marchio sportivo famoso nel mondo. E un'emittente straniera fa un video

BIELLA - Un archivio di un noto brand riscuote sempre un fascino particolare, ancor di più se fra i ‘prodotti’ di un archivio si può respirare il passato secolare di un’azienda e si possono rivivere le imprese sportive di atleti che hanno scritto la storia di molte discipline sportive. La polo a sfondo bianco con la riga verticale «stile gessato’ e il colletto blu, di cui si può vedere esposta l’originale disegnata a mano dallo stilista Pierluigi Rolando, evoca le imprese tennistiche di Bjorn Borg. La tuta tecnica di Reinhold Messner richiama la sua prima cima in solitaria: era l’8 maggio 1978 quando arrivò per la prima volta sull’Everest senza ossigeno. L’equipaggiamento da vela celebra la famosa traversata dell’Atlantico di Giovanni Soldini. Le scarpe dei campioni del basket ci raccontano come un marchio italiano sia riuscito a conquistare un mercato internazionale diventando il simbolo di un’epoca e di un movimento.

I NUMERI - Parliamo di 45.000 paia di scarpe, di 15.000 capi di vestiario, 1.000 accessori, un patrimonio fotografico di 300.000 immagini di cui 88.000 archiviate digitalmente e poi ancora cataloghi, bozzetti e materiale per le campagne marketing. Fondazione FILA Museum fa parte di Museimpresa, associazione italiana archivi e musei d’impresa nata a Milano nel 2001 con l’obiettivo di promuovere e mettere in rete le imprese che hanno scelto di utilizzare il proprio patrimonio culturale all’interno delle proprie strategie di comunicazione. Un modo nuovo di raccontare la storia produttiva del nostro paese e così facendo di promuove la cultura d’impresa e il Made in Italy. La responsabile dell’archivio Annalisa Zanni spiega: «Recentemente la nostra Fondazione riscuote l’interesse internazionale, infatti, siamo stati contattati da emittenti estere che hanno chiesto di visitare l’archivio, di farsi raccontare la storia di FILA e dell’ F-box rosso e blu. Questi media legati al mondo fashion vogliono conoscere il territorio dove tutto è nato e come il Brand si è evoluto. Il lavoro di archiviazione che abbiamo iniziato nel 2010 è immenso. In parte è fatto, ma c’è ancora molto da costruire. Tuttavia devo riconoscere che lo sforzo è totalmente ripagato perché l’archivio, oltre a raccontare la storia di FILA, è continuo motivo di ispirazione per i nuovi designer che immergendosi in questi anni di storia trovano l’estro per creare nuove linee di abbigliamento sportivo. In questi giorni ho risposto alle domande del famoso sito SIZE?PREVIEWS che ha realizzato un bellissimo video ma anche di HYPEBEAST, il più famoso Lifestyle/Trendy media e Tencent Fashion il più influente media digitale cinese».

VIDEO - Il video che ha realizzato SIZE?PREVIEWS racconta il lavoro della Fondazione e la filosofia che da sempre ha ispirato la creazione delle collezioni FILA non dimenticandosi del territorio biellese dove il marchio è nato ed è cresciuto. «Poche multinazionali di abbigliamento sportivo hanno un passato secolare come FILA» aggiunge Annalisa Zanni «i giornalisti rimangono incantati dalla storia del Brand, che quest’anno compie 45 anni, ma che appartiene ad una storia nata all’inizio dello scorso secolo. In questo arco di tempo passione, innovazione e stile dell’azienda si sono sempre intrecciati con quelli delle persone che hanno fatto nascere e fatto crescere questo marchio. Tutto questo si respira sfiorando i capi appesi e le scarpe conservate sottovuoto, ma anche osservando le fotografie dei grandi atleti, sfogliando i cataloghi o visionando i bozzetti delle prime collezioni. È proprio questo lo spirito che ha animato Mr. Gene Yoon, il nostro Presidente, quando ha deciso di dare vita alla Fondazione FILA Museum: custodire e diffondere l’heritage di FILA».

La troupe al lavoro

La troupe al lavoro (© Fila)