Economia | Tessile

Tessile e sostenibilità: il tour nello stabilimento di Biella Manifatture Tessili

L'azienda del Gruppo Marzotto ha appena ricevuto due importanti certificazioni in tema di etica ambientale e sociale. Siamo entrati nei saloni produttivi e abbiamo toccato con mano i risultati che hanno portato a questo traguardo

BIELLA - Un'attenzione sempre crescente quella riguardo la sostenibilità da parte dei clienti anche nel comparto moda. E' quello che è emerso qualche giorno fa durante la conferenza stampa per la consegna di due importanti certificazioni proprio relative al tema dell'etica ambientale e sociale alla Biella Manifatture Tessili, gruppo che vede unite Guabello, F.lli Tallia di Delfino e Marlane e facente parte a sua volta del grande Gruppo Tessile Marzotto. «Abbiamo ragionato in un ottica di miglioramento che era già intrinseca all'azienda e in ottica di intero ciclo di vita del prodotto, analizzando le ricadute che quest'ultimo ha in termini di sostanze inquinanti a partire già dai fornitori – spiega Davide Favrin AD di Biella Manifatture Tessili - Si sta quindi innescando un ciclo virtuoso che propone un'ottica pro attiva nei confronti dell'ambiente dove è importante risalire a monte della catena».

Una tendenza che si sta diffondendo
«E' innegabile – continua Favrin – che la sensibilità green sia più forte all'estero rispetto all'Italia anche se la tendenza si sta diffondendo anche nel nostro paese: il mercato è molto più sensibile di un tempo ma ci sono molte azioni da attuare ed è essenziale fare sistema all'interno della filiera, collaborare e comunicare tra produttori di materie prime e prodotto finito ed ancora comunicare all'esterno quello che le aziende possono fare in termini di sostenibilità». E la sfida più grande è quella di unire la sostenibilità con l'efficenza: «Le richieste di mercato spesso sono lontane da quello che le aziende riescono effettivamente a fare oggi ma siamo continuamente impegnati a soddisfarle»

Il tessuto tra tradizione, innovazione e sostenibilità
«Per tutte le aziende del gruppo: Marlane, Guabello e Tallia di Delfino –  ci spiegano in azienda - l'obiettivo primario è vestire le persone con qualcosa di sempre gradevole e lo facciamo attraverso la ricerca esclusiva fatta dai disegnatori partendo dal filo per dare prodotti innovativi in termini di performance e in termini di look». La pura lana di Marlane è talmente morbida che sembra abbia all'interno della seta, e la vediamo anche in mischia con il lino per le proposte estive. Guabello, azienda con più di 200 anni di storia fatta coi fatti con l'innovazione e la coerenza di prodotto, pone le sue basi su articoli finissimi in 16 micron, la morbidezza di questi tessuti denota che sono stati prodotti con una lana molto fine anche ai limiti della filabilità. Importantissimo il connubio tra sartorialità, tradizione e innovazione che è nei processi meccanici ma anche nel prodotto ad esempio per quanto riguarda la traspirabilità naturale della lana esaltata dalla tecnologia. In fine, la flanella di Guabello è nota da sempre come una delle più belle e performanti sul mercato un prodotto associato all'abito del nonno ma che noi abbiamo innovato. L'abito deve essere confortevole, questo è il vero lusso: poter essere sempre impeccabili senza sforzo. La ricerca e la creatività sono fondamentali per un'azienda che ha 200 anni di storia.

Impatto Zero e gli altri progetti sostenibili
«Con la linea Impatto Zero – continua il fashion director del gruppo - siamo riusciti a mettere a punto un sistema che parte dal filo per renderlo ingualcibile e l'elemento di innovazione di cui andiamo orgogliosi è il trattamento idrorepellente 'fluoro free' che ha richiesto diversi anni di messa a punto. Impatto Zero è il prodotto traino della nuova filiera insieme ai nuovi macchinari del gruppo dove viene utilizzato un decimo del sapone che normalmente viene impiegato in produzione. Un processo che verrà poi esteso a tutti gli altri prodotti. Il tessuto Impatto Zero è inoltre identificato con una cornice diversa (packaging in carta ricilata, comunicazione a doc) ma mai fine a se stessa». Tallia di Delfino esprime il lusso, la tradizione biellese e le fibre nobili. Anche l'azienda di Strona ha il suo pacchetto sostenibile e di performance, che esiste già da diversi anni ed è chiamato «360 gradi»: per un abito che si usa davvero a 360 gradi che ha in sè un trattamento che evita al batterio prodotto dal sudore di riprodursi. Il progetto «aria 3.1», realizza tessuti estremamente performanti con la capacità di lasciare passare l'aria rispetto a un prodotto di lana tradizionale. Ed ecco che d'estate si è vestiti di lana, materiale molto più termo coimbentate di altri come il lino o il cotone che ha una caratteristica fondamentale: è ingualcibile ed ancora, la linea «Honey Way» è realizzata con un prodotto per il lavaggio ricavato dalla cera d'api che sostituisce il normale sapone e che dona al tessuto una sensazione di morbidezza. Un procedimento molto più manuale che viene impiegato per i tessuti di alta gamma. Ed infine, la linea «Natural Confort» di Guabello realizzata senza l'utilizzo di Lycra e poliammide ma con le stesse performance di elasticità.