20 agosto 2018
Aggiornato 22:00

Alessandro Blotto: «Ecco perché ho portato il mio atelier in Via Italia»

L'imprenditore ci ha aperto le porte del suo Biorn Atelier e ci ha raccontato come tutto ruoti intorno all'amore per Biella e per il territorio

BIELLA - Il nome del suo atelier, nonostante sia un termine norvegese, è un omaggio alla nostra città. Stiamo parlando di Biorn Atelier di Alessandro Blotto: «Questo nome in norvegese significa orso – ci spiega l'imprenditore – quindi rappresenta proprio la volontà di dare un omaggio particolare ma legato al territorio».

La scarpa artigianale
Biorn Atelier si occupa principalmente di calzature artigianali e sul segreto della produzione di una scarpa di qualità Alessandro non ha dubbi: «Si parte innanzitutto dalla qualità dei materiali con cui è realizzata. La scarpa artigianale è un prodotto di assoluto pregio quindi richiede maestria - spiega Blotto e continua - Il concetto di scarpa su misura è da precisare: è un termine un po' abusato, la scarpa non è un abito e il piede ha una serie di dati che vanno rispettati in maniera da poter fare camminare bene le persone. Realizzare una scarpa corretta vuol dire innanzitutto scegliere il modello giusto rapportato al piede del cliente, poi c'è la possibilità di prendere alcune misure che sono un dettaglio per la costruzione della scarpa e dopo di che la possibilità di scegliere il colore, la pelle, le finiture dei lacci o dei colori e delle fodere interne. Insomma, si può spaziare a 360 gradi».

Non solo scarpe
In negozio Alessandro Blotto non ha voluto però solo scarpe: «Questo è un progetto che nasce da un'idea comune e condivisa con altri amici che fanno prodotti strettamente legati al territorio e qualitativamente molto interessanti. Ad esempio la sartoria Fil Rus che tramanda una storia di tessuti autoctoni da Vitale Barberis Canonico, a Zegna, a Lanificio Subalpino e poi una serie di altri guest che producono elementi complementari come i cappelli del Cappellificio Borrione e gli accessori di Minardi Belts».

Investire in centro
E sulla scelta di investire nel centro di Biella Alessandro ci spiega: «Io nasco come architetto quindi ho sempre avuto la passione per la storia della nostra città. Fino a qualche mese fa la mia bottega era al Piazzo, poi la volontà è stata quella di andare al passo con la clientela e quindi di avere uno spazio più comodo. Ho riqualificato uno spazio che era fermo da tanti anni all'interno del cuore di Biella con la volontà di essere più vicino alla popolazione e di richiamare persone verso il centro grazie ad un prodotto particolare. Centro che negli ultimi anni costituisce un argomento abbastanza spinoso ma puntare su di esso era volontà comune di tutti gli attori coinvolti nella creazione dell'atelier»

La ricetta per rilanciare via Italia
Sulle soluzioni per il centro città anche Alessandro Blotto dice la sua: «E' una domanda difficilissima come la risposta del resto. Negli ultimi anni la presenza del centro commerciale 'Gli Orsi' ha reso molto debole la nostra via maestra. C'è quindi da recuperare del tempo e una posizione: quella che mi ricordo quando ero bambino, una via Italia sempre popolata, ricca di persone e di eventi. C'è tanta volontà e, anche se sono appena arrivato, vedo che i commercianti sono molto attenti e attivi e quello è sicuramente un primo passo. L'attenzione dell'amministrazione comunale è una prerogativa necessaria e da quel punto di vista vedo la Pro Loco molto attenta e attiva. Bisogna fare eventi condividerli e cercare il più possibile di catturare l'attenzione di Biella l'ha sempre vissuta e fargliela rivivere così com'era qualche anno fa - continua Blotto e conclude - abbiamo un centro bellissimo ed è molto triste a volte vederlo così spopolato a favore di contenitori che di storico, artistico, culturale hanno ben poco».