18 giugno 2019
Aggiornato 16:00
Sociale

Jacopo, felicemente abile

Viaggio all'Alberghiero di Mosso, attraverso la giornata speciale di un alunno autistico

MOSSO - Jacopo è uno studente speciale. Praticamente la mascotte della scuola, dove si muove con sicurezza e disinvoltura. Qui ha imparato un sacco di cose, pratiche e teoriche. Piccoli, grandi traguardi ottenuti grazie al suo impegno e a quello di tutto l’universo scolastico dell’Alberghiero, nel centro paese di Valdilana/Mosso.

Japoco Manini, 16 anni, residente a Masserano, iscritto al terzo anno di scuola superiore, ha una diagnosi di autismo. Questo però non gli ha impedito di vivere appieno l’avventura scolastica, insieme ai suoi coetanei. E soprattutto di cogliere la sfida di studiare e mettersi alla prova che, in un istituto professionale, significa cucinare, preparare un caffè, servire a tavola e mille altre attività legate alla ristorazione. Questi tre anni sono stati uno splendido viaggio, mai solitario. E i veri compagni sono stati gli studenti, che l’hanno praticamente adottato. C’è chi gli offre la merenda, chi gli dà un cinque, chi lo segue o lo accompagna durante le sue scorribande un po’ frenetiche nei corridoi e nelle aule dell’istituto.

«Quando arrivò, ricordo, non sapeva fare una capriola. E aveva anche paura dei palloni… Oggi invece interagisce con i compagni ed è un ottimo tiratore a canestro» spiega Antonio Barberis, insegnante di educazione fisica. «La nostra scuola rappresenta un’eccellenza, anche dal punto di vista dell’inserimento di studenti diversamente abili. Jacopo? Che dire, un ottimo studente» racconta, in sintesi, Roberta Vioglio, docente di italiano e referente della sede in paese dell’istituto che fa parte del «Gae Aulenti».

«Ha imparato a utilizzare strumenti da cucina complessi e pericolosi, come coltelli di grandi dimensioni. Ha inoltre migliorato la sua capacità di scrittura e di calcolo, tanto da saper gestire il denaro e la comunicazione verbale, utile, per esempio, per piccoli acquisti in paese - spiega Camilla Paro, docente di sostegno che lavora insieme a Jacopo -. L’obiettivo per i prossimi anni è aumentare il suo grado di autonomia e di relazione. Sono ottimista. Perché Jacopo ha i super-poteri».